Elezioni in Francia

scritto da Fabio Bistoncinilunedì 7 maggio 2007

in Elezioni, Politica estera

Nicolas Sarkozy - Fonte: Liberation
E così le elezioni presidenziali francesi hanno rispettato i pronostici della vigilia.

Ha vinto il candidato di centro destra Nicolas Sarkozy.

È stata una bella campagna elettorale, che purtroppo abbiamo potuto seguire soltanto da lontano. Bella perchè si confrontavano due candidati giovani (54 anni la Royal, 52 Sarkozy) che hanno profondamente innovato i due schieramenti di appartenenza.

Bella perchè ha visto un confronto serrato su temi “di prospettiva” senza negare i valori di appartenza, le rispettive identità: da un lato efficienza, merito, sicurezza; dall’altro vicinanza, solidarietà, servizi sociali.

Bella perchè si confrontavano due schieramenti contrapposti, con due visioni della Francia distinte e non sovrapponibili.

Anche per questo motivo i due candidati si sono rivolti agli elettori che si ponevano al di fuori dei loro partiti di appartenenza (quelli di estrema destra per Sarkozy, quelli di centro per la Royal) a loro direttamente, senza le intermediazioni (”inciuci”) dei partiti.

Bella perchè hanno votato in tanti, al primo e al secondo turno, e questo è sempre un bene.

La Francia ha chiuso dunque l’epoca precedente (quella di Mitterand e Chirac) nel migliore dei modi.

Tag: Francia, Nicolas Sarkozy

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lunedì 21 maggio 2007 alle 14:01

{ 5 commenti }

Vincenzo Aprile martedì 8 maggio 2007 alle 10:55

Perchè ha vinto Sarkò?

Non peregrina la lettura del francese Gilles Saint-Paul sulla lavoce.info!

Credo anch’io che i “VALORI” siano stati sopravvalutati nel calcolare il quid pluris della vittoria gollista; la cifra l’ha rintracciarei nell’interesse personale, nella vile pecunia che alla fine è sempre il discrimine escludente in una scelta di voto.

Se in Amerika (elezioni non federali) si vota coi piedi, da noi con la mani in tasca…

Un’annotazione statistica: la Francia è l’unico Paese Continentale (isole escluse) ad aver confermato la coalizione/partito uscente.

Per gli amanti dei sospiri eolici che soffiano in Europa…a voi i commenti del caso!

Sarà un risoluto maestrale di destra o appiccicoso scirocco di sinistra?

http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2703

Ugo Ferametti giovedì 10 maggio 2007 alle 16:46

A fronte dei tanti Crespi, Piepoli o Masia in Francia ci sono professionisti e istituti seri, come Ipsos, che il lavoro lo sanno fare e non “fabbricanti di polpette” come da noi.

Fabio Bistoncini giovedì 10 maggio 2007 alle 17:31

Caro Ferametti,
professionisti e istituti di ricerca altrettanto seri non mancano anche da noi…
E’ vero però che, forse, alcuni dei “nostri” sono stati, soprattutto nelle ultime elezioni, particolarmente influenzati dai loro committenti politici.
Non solo, ma più in generale possiamo dire che i sondaggi si sono trasformati da strumenti di rilevazione delle preferenze o degli atteggiamenti dell’elettorato, in veri e propri strumenti di comunicazione politica: “siamo in testa”, “i nostri sondaggi ci dicono che stiamo recuperando…” e così via. Questo utilizzo improprio (che non è certamente una novità) è semmai da addebitare più alla nostra classe politica che ai “sondaggisti”.
a presto

Ugo Ferametti lunedì 14 maggio 2007 alle 17:03

Caro Bistoncini,
la ringrazio per la sollecita risposta e colgo l’occasione anche per fare i miei complimenti per il nuovo layout e per l’idea del blog sul vs sito.
Mi trovo daccordo con lei per quanto riguarda l’uso “improprio” dei dati raccolti. Io continuo infatti a pensare che il dato è fine a se stesso se da esso non se trae conoscenza. L’enorme potenzialità dei dati raccolti utilizzabili per comprendere i mutamenti sociali (e anche politici) non viene presa in considerazione e il dato viene utilizzato come dice lei “come strumento di comunicazione politica”.
Non poosso essere daccordo invece sull’influenzabilità dei professionisti… il problema a mio avviso è dovuto al particolare rapporto tra il ricercatore e la committenza che presenta alcune peculiarità:
- il committente fa suo il dato e spesso lo interpreta a suo modo
- il committente si crede esperto e decide sulle metodologie e gli strumenti che giudica più idonei mentre spesso ci sarebbe bisogno di strumenti o metodologie intergrate che necessitano investimenti cospiuqi.
- e altri punti che evito di elencare

in conclusione, e mi scuso se mi sono dilungato, i professionisti seri (a parte quelli elencati…) esistono anche da noi, e sono appunto qualli non influenzabili e non “corruttibili” anche se (e questo me lo conceda) hanno forse perso la sensibilità di comprendere e di attribuire significato al dato.
Grazie per lo spunto di riflessione

Vincenzo Aprile martedì 15 maggio 2007 alle 09:22

Caro Ferametti,

se il professionista non sa imporre al committente la corretta interpretazione del dato e soprattutto la giusta modalità di rilevazione degli atteggiamenti/posizioni, credo sia un problema della categoria…non il contrario!

Detto questo, lei, che è più esperto di me, saprà fare le dovute considerazioni…

E che mi dice del comunicato inquietante dello staff dell’On. L. Orlando, con cui ci si appella al Ministro dell’Interno per chiedere l’annullamento delle elezioni comunali a Palermo per brogli?

Io sono dell’avviso che questo la dice tutta sul perdurante stato confusionale e di obnubilamento politico (inteso come mancanza di una seria proposta di livello) della coalizione di centro sinistra nella mia isola (solo?)

E’ quel che più è peggio svilisce e avvilisce coloro i quali pensano che qualcosa si può fare per dare un segno di cambiamento e di discontinuità in Trinacria. Senza fare chiasso e senza agitare lo spettro dell’imbroglio. Un posto dove c’è bisogno, più che altrove, di unità, rispetto e coesione per ripristinare la cultura della legalità!

E’ l’idea stesso del “complotissmo dietrolangolo” che disarma e e fa incazzare…soprattutto per uno come Orlando che ha già vinto con un plebiscito il posto di primo inquilino a Palazzo delle Aquile qualche anno fa (con e senza i voti della mafia).

La verità è che il CD in sicilia al CS fa l’effetto che alla volpe fa l’uva quanto è troppo in alto.

E quando non sai convincere, animare e dare risposte, perdi! E pure nettamente.

A presto,

Vince

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