TAVolo di fiducia

scritto da Redazionelunedì 11 giugno 2007

in Approfondimenti

TAV

Quella che comincia è una settimana decisiva per uno dei punti chiave del dodecalogo-scacciacrisi del Governo Prodi.

Mercoledì prossimo si terrà, infatti, a Palazzo Chigi una riunione strategica del tavolo politico-istituzionale sulla TAV alla presenza dei Ministri Bianchi e Di Pietro, del Sottosegretario Letta e, per gli enti locali, del Presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e dei Sindaci delle valli coinvolte: la val di Susa e la val Sangone.

Un momento decisivo, si diceva, perché l’incontro dovrebbe servire ad attenuare le tensioni con le popolazioni locali, nonché a superare il muro contro muro all’interno della maggioranza, con l’obiettivo finale di condividere una soluzione per la TAV da presentare all’Europa alla data fissata del 20 luglio.

Le indicazioni all’esame del tavolo di Palazzo Chigi vanno nella direzione di un accantonamento del ben noto tunnel di Venaus, la galleria di 52 chilometri che aveva scatenato le proteste in Val Susa, in favore di un tracciato diverso e alternativo che dovrebbe passare più a Sud e attraversare la Val Sangone, ritenuta più agevole della Val di Susa.

Non è inoltre esclusa l’opzione mista, che recupera alcune tratte della vecchia linea esistente.

Naturalmente, si procede per gradi e in questa fase si lavorerà alle sole linee guida che serviranno ai tecnici per giungere a fine mese con un tracciato da consegnare al Governo e poi all’Unione Europea.

I segnali di una soluzione positiva sembrano esserci anche alla luce di recenti dichiarazioni del Ministro Padoa Schioppa che ha lasciato trasparire una nota di ottimismo: “Entro fine giugno prenderemo la decisione. E sono convito che la TAV passerà al di qua delle Alpi”. L’Assessore piemontese ai Trasporti, Daniele Borioli, conferma: “Venaus non ci sarà. Questo è un elemento fondamentale per rimuovere uno dei punti più critici”.

La valutazione che il Governo è chiamato a fare è certamente delicata perché si trova di fronte a una doppia sfida, un perverso gioco a somma zero: soddisfare gli impegni presi in Europa (= credibilità internazionale) e trovare una soluzione che garantisca le istanze delle popolazioni interessate e dell’ala radicale-ambientalista della coalizione (= consenso locale ed equilibri coalizionali).

C’è quindi massima prudenza e attenzione per evitare mosse che possano far naufragare il progetto finale. Il 20 giugno potrebbe esserci in calendario una riunione a Parigi per presentare il documento ai rappresentanti del governo francese.

La TAV si conferma dunque essere uno dei veri nodi dell’attività del Governo.

Non resta che attendere gli esiti (ne parliamo anche nel nostro Blog) di questo e dei prossimi meeting per vedere come potrà essere sciolto e quindi, superato questo passaggio, allargare la prospettiva e tracciare, a fine estate, un primo bilancio sullo stato di attuazione del dodecalogo Prodiano per capire se la crisi è stata veramente superata.

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