Obama & la lobby: un rapporto difficile

scritto da Paola Perrottimartedì 31 luglio 2007

in Elezioni,Politica estera

Barack Obama
La news di questa settimana, a cura di Fabio Bistoncini, è dedicata al candidato alla presidenza USA Barack Obama , “l’astro nascente della politica americana” e in particolare al suo rapporto con i gruppi di interesse e alle sue proposte per rendere più chiari e trasparenti i legami tra il mondo economico e quello della politica, a cominciare dalla raccolta fondi della campagna per le presidenziali 2008 (per le quali gli addetti ai lavori annunciano il superamento di ogni limite…).

Per chi ha letto sul giovane senatore dell’Illinois sa bene che Obama non è nuovo ad azioni “moralizzatrici”: il suo obiettivo dichiarato è trasformare il sistema politico statunitense in una “casa di vetro”, soprattutto dopo lo scandalo Abramoff del 2005, che ha “eroso” il sistema e lo ha reso agli occhi dei cittadini-contribuenti meno credibile.

Non troppo difficile, nonostante le sensibili differenze tra il sistema politico americano e quello italiano, cogliere analogie: la “stanchezza” nei confronti di alcuni riti e prassi del sistema di cui parla Bistoncini è all’ordine del giorno anche tra l’opinione pubblica italiana… non una “mani pulite/2″ o il ritorno di “Roma ladrona”, ma uno “scollamento” a detta dei più senza precedenti, una lontananza, una sorta di rassegnazione.

Ben vengano, quindi, azioni concrete – come la razionalizzazione del bilancio interno del Quirinale o i tagli predisposti dai Presidenti di Camera e Senato – ma si evitino strumentalizzazioni.

La differenza è nella credibilità, soprattutto personale della classe politica, credibilità che sembra non mancare ad Obama e che da noi stentiamo a ritrovare.

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