La class action sbarca in rete

scritto da Luca Rossettivenerdì 16 novembre 2007

in Media

La class action sbarca in rete
“Adesso Beppe Grillo ha il suo giocattolo”: è questa una delle frasi più ricorrenti che nelle ultime ore in rete e nei blog chiosa l’approvazione della class action. Come segnala il motore di ricerca specializzato blogBabel nella sezione d’apertura “Di cosa si parla” in rete sta montando l’attenzione e la discussione sul provvedimento (approvato anche da un “errore” del senatore di Forza Italia Antonione). La class action è salutata da molti blog come una “vittoria storica” dei consumatori. Sul sito web del Corriere della Sera è stato lanciato il seguente sondaggio online: “Pensate che la nuova normativa sarà efficace in Italia?”. Il quesito, inserito a metà pomeriggio, ha già totalizzato quasi 10.000 voti, raccogliendo il 73% di Si. Nei post dei blog si ironizza sulle piccate e dure reazioni di Confindustria testimoniate anche dal duro commento sulla prima pagina del Sole 24 Ore di oggi.
Una discussione aperta che promette di occupare nelle prossime giornate un certo spazio in rete ma anche nella carta stampata.

Tag: Beppe Grillo, class action, web

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{ 1 commento }

Vincenzo Aprile novembre 19, 2007 alle 20:19

Purtroppo, aldilà di ogni commento sul merito, resta il fatto che l’introduzione dell’azione collettiva risarcitoria nell’ambito della Legge Annuale di Bilancio rappresenta un vulnus nelle regole consolidate dei c.d. “interna corporis” delle Camere (i regolamenti parlamentari) e della legislazione vigente in materia di contabilità generale dello Stato.
Non sono infatti ammissibili proposte che hanno carattere ordinamentale ovvero organizzatorio. Nè tantomeno quelle che sono prive di effetti finanziari o con effetto neutrale.
E’ quindi una forzatura che non dovrebbe allignare in un Paese di diritto.
Ma è forse questa la domanda più appropriata. Ne esiste ancora uno in Italia?

Per i più appassionati (o i più masochisti), questo il link della seduta della Comm. Bilancio del Senato, ove il Pres. Enrico Morando legge i criteri di ammissibilità degli emendamenti in Finanziaria.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=15&id=280447

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