Dalle colonne del New York Post arriva l’ultima bufera sulla campagna per le primarie del partito democratico, che entreranno nel vivo il prossimo 3 gennaio con le prime elezioni nello Stato dell’Iowa.
Un articolo di Robert Novak – giornalista conservatore – pubblicato nell’edizione del 17 novembre alluderebbe, in modo peraltro poco velato, all’esistenza di “informazioni scandalose sul Senatore Obama” in possesso di Hillary Clinton.
È bastato il solo sospetto di uno scandalo a far reagire l’entourage di Obama, e lo stesso Senatore, che si sono subito lanciati in un attacco preventivo ai Clinton, perché in guerra si sa, la migliore difesa è l’attacco.
L’articolo, infatti, non specificava né la fonte di questa notizia (si parla di fumosi agenti che starebbero spargendo la notizia nei circoli democratici) né tanto meno del contenuto di queste scandalose rivelazioni.
La risposta allarmata e, apparentemente (almeno in mancanza di maggiori elementi fattuali) esagerata, di Obama è però solo l’ultimo caso che ha scosso la politica americana e che ha influito sulla formazione del consenso dell’opinione pubblica.
Volendo generalizzare, le tipologie degli “scandali politici” si possono dividere in due grandi aree:
- A sfondo privato/sessuale;
- Di carattere economico/politico.
Per quanto riguarda il primo caso e, senza presunzione di esaustività, considerando la sola amministrazione Bush, possiamo segnalare due dimissioni di parlamentari repubblicani legati a vicende a sfondo sessuale, il Senatore dell’Idaho, Larry Craig, e il deputato della Florida Mark Foley. Ma anche le dimissione del vice di Condoleezza Rice per gli aiuti all’estero, Randall Tobias per essere stato coinvolto in un giro di squillo di lusso.
Molto più ampia la casistica, sia negli Stati Uniti sia in Inghilterra, dell’altra tipologia di scandali (economico/politico) che hanno fatto sparire dalla scena tanto politici quanto membri dei diversi staff. Ed è interessante sottolineare come nella maggior parte di questi casi – a cominciare dal famoso caso Watergate – abbiano fatto seguito le dimissioni del politico finito – giustamente o meno – sotto i riflettori.
La sensibilità di noi cittadini dell’Europa continentale è diversa e tanti sono gli esempi a sostegno di questa tesi.
Prendiamo la Francia. Clamorosi i casi (che rientrano entrambi nella sfera privata/sessuale) di due forti figure presidenziali e la loro situazione familiare. Come non ricordare l’assoluta indifferenza dei cittadini francesi, dell’intellighenzia di sinistra o ancora dei giornalisti – i quali non hanno mai ritenuto il caso sfruttare in modo sensazionalistico la situazione – riguardo alla doppia vita condotta per anni dall’impenetrabile Presidente François Mitterand, padre di una figlia, Mazarine, avuta da una “relazione extra-coniugale”.
Altra storia, più recente, è il divorzio di “Super Sarko” dalla moglie Cecilia, separazione che era già sulla bocca di tutti durante la campagna elettorale ma che non ha cambiato assolutamente la percezione dell’opinione pubblica nei confronti del candidato della destra gaullista (la versione più tradizionalista e conservatrice della destra francese).
Tante sono le storie che potremmo citare come esempio, non ultimo lo scandalo sulla famiglia del Ministro della Giustizia, Maître Rachida Dati, (i fratelli in carcere) e dell’ottenimento del suo diploma (notizia poi rivelatasi falsa) che non ha in nessun modo messo in pericolo la sua importante posizione nel Governo di Sarkozy.
Tanti anche i casi italiani che sostengono la tesi di una diversa sensibilità e lettura degli scandali politici tra l’opinione pubblica anglosassone e quella continentale. Dalle numerose vicissitudini giudiziarie dell’ex Premier Berlusconi, allo scandalo sessuale che ha coinvolto l’Onorevole Mele dell’Udc e alla pubblicazione delle foto del c.d. “scandalo Sircana” che hanno coinvolto il portavoce del Presidente Prodi.
La maggior parte dei leader dei più importanti partiti – anche fra quelli più conservatori e ispirati ai valori della famiglia e della religione – sono al loro secondo matrimonio (come Casini, ma anche Fassino e Berlusconi), o anche come il Presidente di Alleanza Nazionale, da poco tempo separato dalla moglie, del quale è ormai pubblica la sua relazione con una soubrette/avvocato (o avvocato/soubrette) in dolce attesa.
E allora ci chiediamo: perché il lato più puritano delle società anglosassoni si esacerba così tanto nella valutazione dei propri politici? Non possiamo pensare che, al di là di certe loro “esagerazioni”, questo genere di giudizi siano il segno di una forte attenzione all’individuo che con il loro voto è stato chiamato a governarli?
Sicuramente gli anglosassoni danno maggiore importanza ai comportamenti – anche quelli personali – e il confine tra la sfera pubblica e quella privata è più labile o, forse più semplicemente, l’una è lo specchio dell’altra.
I cittadini europei tendono, probabilmente di più, a immedesimarsi nel politico e nelle “sue colpe” e, perciò, in un certo senso a giustificarle.
Spingendoci più avanti: non potremmo dunque pensare che il sistema di valutazione anglosassone rifletta in realtà – al di là delle deprecabili esagerazioni – una democrazia più matura, in quanto risultato di un senso civico più evoluto?




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