I nodi vengono al pettine……

scritto da Fabio Bistoncinigiovedì 17 gennaio 2008

in Politica interna

Giornata da brivido quella di ieri.

Per il Governo e per la Politica.

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Ed è sembrato che tutti i nodi irrisolti del nostro sistema, che si trascinano ormai da tempo, si presentassero tutti insieme a chiedere conto.

Da anni (1994?, 1996, la data sceglietela voi) si trascina un perenne conflitto tra politica e magistratura, mai risolto per incapacità di entrambe le parti. L’equilibrio precario è destinato a spezzarsi ogni volta che si verifica un’inchiesta ai danni di un partito o di un politico.

E ieri, quell’equilibrio, si è nuovamente spezzato a causa di un’indagine che colpisce il Ministro della Giustizia, ne decreta l’arresto della moglie e azzerra di fatto l’UDEUR in Campania, proprio la regione in cui il partito è più forte.

A questi eventi Mastella ha reagito con un discorso dai toni drammatici rassegnando le dimissioni ed accusando le frange più estremiste della magistratura per l’uso delle intercettazioni telefoniche (non è certamente un caso che l’inchiesta che lo coinvolge si basa quasi esclusivamente proprio sulle intercettazioni che ormai appare come il principale strumento, se non l’unico, di indagine per molte procure del nostro Paese).

Dimissioni respinte da Prodi ma confermate oggi con l’unica soluzione possibile per non sconvolgere ulteriormente il precario equilibrio della maggioranza: l’interim del Ministero della Giustizia al Presidente del Consiglio.

Oggi Prodi si presenterà alle Camere per fornire la posizione del Governo sulla vicenda.

Un discorso che appare difficile tra la necessità di confermare la fiducia a Mastella per non “perdere” l’UDEUR e non attaccare troppo i giudici per evitare di acuire il conflitto e scontentare quella parte della sua maggioranza più vicina alle posizioni della magistratura (Italia dei Valori ma anche Rifondazione, Verdi, una parte del PD).

Un quadro fosco, a tinte cupe, in cui ciascuno sembra muoversi in ordine sparso.

A ciò si aggiungano:

- le polemiche montanti per la vicenda della Papa e del suo mancato discorso alla Sapienza (pubblicato oggi da molti quotidiani);

- la decisione della Corte Costituzionale di dare il via libera ai referendum sulla legge elettorale

- la “monnezza” che ancora invade le strade della Campania e che impedisce la riapertura di molte scuole.

Molti analisti politici hanno rievocato, commentando la giornata di ieri, lo spauracchio del 1992, dell’inizio di una nuova “tangentopoli” e quindi di un nuovo terremoto politico.

L’applauso bipartisan, scrosciante, tributato a Mastella ha fatto impressione, quasi come se fosse l’intera aula di Montecitorio ad attaccare le “frange estreme” del potere giudiziario.

La ferita si riapre, più profonda che mai e il senso di “blocco” e di “impotenza” che sembra pervadere il sistema politico non farà altro che rafforzare gli altri poteri dello Stato.

Le riforme sono ineludibili.

La prima è quella elettorale. Il rischio è che, pur di evitare il referendum, si corra allo scioglimento delle Camere.

E senza una nuova legge elettorale e quelle due, tre riforme che permetterebbero di garantire la stabilità del sistema, sarebbe questa la via di uscita certamente più facile ma al tempo stesso più dannosa perché significherebbe procrastinare scelte necessarie.

Rimandare ormai non è più possibile.

Perché i nodi, alla fine, vengono sempre al pettine.

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Andrea gennaio 17, 2008 alle 14:15

A tal proposito segnalo l’intevista a Bersani (consultabile online) dove il ministro in un passaggio dice esattamente le stesse cose: legge elettorale e riforme sono problemi ugualmente importanti.
Invece per quanto riguarda Mastella, direi che è il caso di stendere un velo pietoso su lui e la sua famiglia. Spero solo che non ritratterà le dimissioni dopo il suo discorso-show alla Camera…

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Vincenzo Aprile gennaio 17, 2008 alle 20:39

Premetto che sono sempre stato tra quelli che considerano Mani Pulite non “politica”. Anzi, sono del parere che ha gettato sul tappeto una questione PRE-politica, che tutte le liberaldemocrazie occidentali danno per acquisita e risolta: il primato della legge e della divisione dei poteri su ogni consenso elettorale. Se messa in dubbio, però, diventa la questione politica per eccellenza, una sorta di discrimine tra democrazia liberale e regime populista o peggio.
Tuttavia, sulla vicenda Mastella noto alcune stranezze che mi lasciano perplesso, al di là della sempre svizzera sincronia dei tempi di annuncio dei provvedimenti giudiziari…E cioè, l’ipotesi di arresti domiciliari per tentata concussione…e qual’è sarebbe l’urgenza di una custodia cautelare per un reato di questo tipo? Il pericolo di fuga??? Sicuramente, c’è un cortocircuito nel rapporto tra magistratura e politica e bisognerà trovare una soluzione che rimetta concordia tra questi poteri dello stato. Un processo che non può non passare dalla riforma del sistema politico.

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Sergio gennaio 18, 2008 alle 19:28

Sicuramente una giornata importante.
Io prenderei spunto da un giovane intraprendente come quello che c’è al mio paese:CastelMella, che negli ultimi 10 anni si è raddoppiato.
Si chiama Dott. Ricca, pur non avendo proprietà terriere, aziende o cissà che, sta dando molto per la politica, un sicuro esempio per i miei figli.
Per magggiori informazioni credo la Lista Uniti per Castelmella.it

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Luca Rossetti gennaio 22, 2008 alle 17:01

Le “giornate da brivido” si susseguono senza sosta. Come ha sostenuto Ilvo Diamanti domenica 20 gennaio dalle colonne di Repubblica “settimane come questa lasciano un sentimento di sconcerto di rara intensità. Un giorno dopo l’altro, una cattiva notizia. Un’emergenza. Senza soluzione di continuità…L’inverno civile che stiamo attraversando non accenna a chiudersi, tanto meno a intiepidirsi”.
La cosa ancor più drammatica è che questa situazione nebulosa non pare avere vie d’uscita alle viste. Infatti, come sostiene sempre Diamanti, “non c’è più colla a tenere insieme i pezzi della società e del Paese”.
Le ultime ore segnano un’ulteriore precipitazione. La palla passerà al Parlamento e poi, a meno di sorprese, sul Colle. Il Capo Dello Stato che rimane, secondo l’indagine di Eurispes diffusa ieri, l’unico soggetto istituzionale che ottiene ancora la fiducia della maggioranza dei cittadini (58,5%).
Una fiducia, seppur calante, che potrebbe comunque costituire una preziosa riserva per il paese, per rimetterne le sorti in carreggiata.

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Fabio Bistoncini gennaio 22, 2008 alle 19:32

Provo a rispondere a tutte le sollecitazioni.
Per Andrea: il problema non è tanto definire le priorità dell’agenda di un sistema politico in perenne convulsione… è trovare la forza di accantonare per un certo periodo gli interessi della propria parte e approvare quelle riforme che permetterebbero di dare stabilità al sistema.
Inoltre lo show di Mastella alla Camera, sia pure discutibile per alcuni toni….. ha mostrato ancora una volta che il nodo dei rapporti tra politica e magistratura è ancora irrisolto (e qui mi ricollego a quanto scritto da Vincenzo).
Senza volere difendere il Ministro a tutti i costi, ma alcuni passaggi dell’inchiesta (almeno così come sono stati riportati dai giornali) sono paradossali. Lo stesso Di Pietro ha riconosciuto che in molti casi non c’è alcun rilievo penale.
Per Sergio, invece, non conosco Castelmella. Ho provato a fare un giro su internet ma non ho trovato nulla di particolare o che almeno mi ricollegasse con il mio post. cerca di essere meno criptico.
Infine, Luca, ho letto anch’io con attenzione l’articolo di Diamanti, lucidissimo come sempre.
Ora (ma le sorprese sono sempre in agguato e al Senato si respira un’aria di incertezza) la palla passerà al capo dello Stato. L’indagine Eurispes, come rilevavi, attribuisce ancora un buon margine di fiducia. Servirebbero scelte coraggiose, in caso di crisi e di dimissioni di Prodi. Scelte che costringano il sistema politico ad un’ultimo scatto di orgoglio.
Speriamo che il Capo dello Stato sia meno “notaio” è più Presidente.

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Sergio Vazzoler gennaio 23, 2008 alle 14:09

“accantonare per un certo periodo gli interessi della propria parte” dice Fabio…
Già…ma sarà mai possibile? Sono molto pessimista al riguardo…
Questa sera alle 21 Rai3 propone una serata speciale dedicata allo spettacolo teatrale tratto dal libro di Mario Calabresi “Spingendo la notte più in là” e che ha molto a che fare con questa incapacità tutta italiana di accantonare, anche per un solo istante, gli interesse della propria parte…

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Vincenzo Aprile gennaio 25, 2008 alle 16:36

Sì Serg, ne dubito anch’io. La partita delle consultazioni potrebbe essere un’occasione per far vedere agli italiani se vale anche il “vile interesse generale”…e come dice Anselmi oggi “il tentativo va fatto perché rappresenta l’unica via percorribile per riuscire a infrangere, psicologicamente e politicamente, quella cappa depressiva che fin dal governo di centro-destra avvolge l’Italia e avvilisce gli italiani”.
Saluti

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Sergio gennaio 28, 2008 alle 16:23

prova a chiedere al capogruppo del pd gianmario masserdotti di castelmella,poi potrai verificare anche tu quanto si diceva in merito.
http://www.unitipercastelmella.it

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Fabio Bistoncini gennaio 30, 2008 alle 12:12

Caro Sergio,
il sito me lo sono guardato (anche se è un pochino scarno).
A questo punto Castelmella diventerà una case history della politica italiana!
Un saluto

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Gianmario febbraio 2, 2008 alle 18:59

Proviamo a fermarci per un attimo a riflettere, la domanda che mi sorge spontanea e che voglio porre anche a voi è: cosa è oggi la socetà Italiana?
nei giorni scorsi abbiamo assistito a scene che non possono essere commentate perchè erano vergognose, gli sputi le bottiglie stappate come se fosse L’ultimo dell’anno, nonostate tutto ciò parlando con molta gente l’interesse era focalizzato sul Grande fratello,mi rifiuto di credere che la socetà oggi è questa ma fin quando avremo come esempio una classe politica come questa non possiamo stupirci se l’interesse è il reality.
è giunto il momento di voltar pagina e questo non può accadere senza i giovani.
loro sono l’attuale e futura socetà e il compito della politica oggi è quello trovare nuovi orizzonti, tutto questo è possibile partendo dal basso lasciando spazio a giovani con idee innovative anche se possono sembrare azzardate.
il cambiamento è possibile basta crederci.
un saluto

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Fabio Bistoncini febbraio 4, 2008 alle 17:41

Caro Gianmario,
concordo in parte con il tuo post.
Nel senso che la nostra classe politica non può essere giudicata solo per alcuni episodi, sia pure di una volgarità disarmante.
il vero problema, come sottolinei, è nella mancanza di ricambio politico.
E allora la vera risorsa possono essere i “giovani” (io a 43 anni mi chiamo fuori per motivi anagrafici anche se, se rispetto alla stragrande maggioranza dei parlamentari sono un giovinetto…).
L’importante è che questi benedetti giovani si facciano avanti con nuove idee, nuovi approcci e nuove proposte.
Nei partiti e al di fuori di essi.
La rete, da questo punto di vista è una risorsa incredibile.
Ed è l’unico mio punto di contatto con Beppe Grillo…
Cordialità

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Gianmario febbraio 4, 2008 alle 21:54

Il cambiamento è possibile, per farti un esempio nella costituzione del PD al mio paese la media anagrafica tra direttivo e simpatizzanti è 28/30 anni.
Credimi in quei giovani vedo idee nuove, come ti dicevo il cambiamento dove obbligatoriamente partire dal basso.
questi giovani vivono la loro prima esperienza e li vedo entusiasti e liberi, non sono contaminati da logiche di appartenenza , per usare una parola forte non li vedo succubi del sistema.
Questa loro libertà può essere l’inizio del cambiamento?
Io penso di si.
Un saluto.

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Sergio febbraio 5, 2008 alle 15:38

Sicuramente caro Gianmario,
ed è per questo che in un paese come Castel Mella, dominato da logiche padane, dove si guarda al protezionismo delle associazioni e degli interessi personali, può essere di vero interesse l’inizio di un simile progetto.

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Gianmario febbraio 5, 2008 alle 19:06

Le associazioni in un comune sono importantissime per l’impegno sociale che svolgono attraverso il volontariato, è ovvio che la loro importanza aumenta nel momento in cui esse si sentono libere da appartenenze politiche o partitiche.
Chiunque pensi che l’associazionismo sia un modo per crearsi consenso commette un errore madornale , le associazioni non sono di sinistra ne di destra. Esse sono e devono restare associazioni di cittadini liberi indispensabili e fondamentali per la vita di una comunità. Poi c’è chi volutamente le strumentalizza utilizzandole come clava in un dibattito inutile e stupido, per chi fosse interessato il giorno 11 febbraio presso il municipio di Castel Mella alle ore 21.00 avrà luogo il consiglio comunale.

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Fabio Bistoncini febbraio 6, 2008 alle 14:49

Concordo assolutamente sull’importanza delle associazioni nell’ampliare e “fecondare” un dibattito politico che non può e non deve rimanere esclusivo dei partiti.
Chissà se proprio questa campagna elettorale non possa diventare, per entrambi gli schieramenti, l’occasione per proporre un nuovo metodo di ascolto e di impegno.
Cordialità

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Gianmario febbraio 7, 2008 alle 09:09

tra il fecondare che condivido e l’avvelenare un dibattito ne corre di acqua sotto i ponti….
le associazioni sono libere di esprimere il proprio pensiero e ben venga un pluralismo di idee e pensiero, ma stiamo attenti sono e devono essere libere da ideologie politico partitiche, solo così porteranno un valore aggiunto al dibattito.
un saluto

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