Grandi manovre…

scritto da Fabio Bistoncinigiovedì 7 febbraio 2008

in Elezioni

Allora andiamo alle urne il 13 aprile.

Una legislatura travagliata è giunta (secondo alcuni finalmente) alla sua conclusione.

Abbiamo dedicato la news di questa settimana alla necessità di una nuova costituente.

Se ritrovare lo spirito dei nostri padri fondatori è molto difficile… alcune cose però stanno cambiando.

Dal fallimento del tentativo del Presidente del Senato Marini si è avviata la campagna elettorale e, in questi primi due giorni, stiamo assistendo ad una serie di novità su cui vale la pena di riflettere.

Silvio Berlusconi

1) Berlusconi è “scomparso”. Stranamente proprio colui che avrebbe dovuto essere il più pronto ad attivarsi è silenzioso. Impegnato a realizzare una coalizione ampia, che possa permettergli di vincere le elezioni con il margine necessario per conquistare una solida maggioranza, deve scontrarsi con le richieste e le esigenze dei micro partiti con cui nei giorni scorsi ha stretto delle alleanze, a cui si aggiungono quelle degli altri fondatori della Casa della Libertà (AN, Lega, UDC). E quindi sarebbe tentato (secondo Libero di Vittorio Feltri) di fare un listone da contrapporre al PD.

Veltroni

2) La scena mediatica è stata occupata da Walter Veltroni e dal suo annuncio che il nuovo Partito Democratico “correrà da solo”, sia alla Camera che al Senato. Scelta coraggiosa solo apparentemente suicida. Veltroni infatti, e i sondaggi gli danno ragione, ha compreso prima di altri che riproporre la coalizione dell’Unione sarebbe stato un piatto indigesto per l’elettorato di centro sinistra e per quelle fasce di potenziali elettori a cui il PD vuole rivolgersi.

3) Nasce la “Rosa bianca” attorno a Tabacci, Pezzotta e Baccini. Scarse le possibilità di ottenere seggi con l’attuale legge elettorale ma comunque il messaggio per l’elettorato di centro è chiaro: esiste un partito che occupa il centro al di fuori del sistema bipolare all’italiana che tutti dichiarano di voler superare. Con una nuova legge elettorale la Rosa bianca potrebbe diventare un soggetto con cui necessariamente confrontarsi sia per la CDL che per il PD.

4) La Cosa Rossa (l’aggregazione a sinistra del PD) è in difficoltà: la mossa di Veltroni ha spiazzato Verdi e PDCI, fortemente irritati di essere esclusi. Meno Rifondazione, il partito con un’identità certamente più forte degli altri che, al contrario, vede uno spazio per mantenere e magari aumentare il consenso intorno ad un programma “di sinistra”.

Insomma, forse queste elezioni saranno veramente una novità.

Definiti gli schieramenti si passerà alla definizione delle liste, e, anche in questo settore, non mancheranno le sorprese.

Teniamoci aggiornati.

Tag: PD, PDL, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni

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{ 8 commenti }

Vincenzo Aprile febbraio 8, 2008 alle 13:51

Anche se è una giornata di lutto per il Pres. Fini (a cui rivolgiamo le nostre condoglianze), non posso esimermi dal commentare la sua ennesima mossa di “politica pindarica”.
Dopo aver votato il porcellum, mobilitato mezzo popolo di destra per raccogliere le firme per un referendum abrogativo dello stesso, negato il proprio sostegno ad un governo a tempo per fare la riforma elettorale, oggi aderisce alla lista unica “popolo delle libertà” dopo aver ribadito fino allo sfiancamento che il suo partito non avrebbe mai aderito al progetto di Berlusconi…siamo veramente al parossismo! Il tutto e il suo contrario in poche settimane, e lo dico da nemico della coerenza. Spero solo che abbia negoziato un cambio di staffetta (all’inglese) con il CAV fra un paio d’anni…buon we!

Sergio Vazzoler febbraio 8, 2008 alle 16:50

Vincenzo, anch’io mi sono sempre arruolato con orgoglio tra i nemici della coerenza…però siamo ormai davanti ad operazioni che danno fiato a chi pensa che il découpage e la bigiotteria siano settori meno frivoli della politica….

Gianmario febbraio 9, 2008 alle 20:13

Condivido e sottoscrivo quello che tu dici Vincenzo, da un lato abbiamo un vero partito”il PD” che non è nato in 3 minuti utilizzando un megafono in Piazza, ma è il frutto di un lungo cammino Margherita e Ds hanno sciolto i loro partiti per dare vita ad un vero soggetto politico nuovo e unitario, l’operazione del Cavaliere è prettamente mediatica, ne FI ne AN propongono niente di nuovo anzi solo un nome da CDL a PDL lascando spazio a tutti coloro volessero aderire, trattando anche l’UDC a pesci in faccia.
Questo è il rinnovamento proposto dal Cavaliere?
Il PD ha fatto una scelta coraggiosa e finalmente rompe gli schemi di questa politica, sono e resterò convinto fino all’ultimo minuto della campagna elettorale che il cambiamento e la coerenza di Veltroni pagherà , non capisco chi da già per scontata la perdita delle elezioni.
Cordiali saluti

Fabio Bistoncini febbraio 10, 2008 alle 17:41

Posso anche essere d’accordo che il PD e il PDL siano nati in modo diverso.
Quello che a me interessa è però la novità.
E quindi ci avviamo a delle elezioni sostanzialmente nuove rispetto al passato.
Un buon risultato, mi sembra.
Cordialità

Matteo Ferraris febbraio 11, 2008 alle 22:08

Fabio centra la questione: la novità di questa tornata elettorale.
Il problema semmai è la tenuta della novità.
Sono tre lustri che assistiamoa a maquillage o restyling più o meno di maniera. Cambi di nome ma mai di sostanza con progressiva degenerazione dei comportamenti in un declivio che coinvolge una sempre più deresponsabilizzata e disincantata società.
Fabio, qui non è l’america, costituzionalemnte orientata a riaccendere la passione ogni 4 anni. e solo ogni 4 anni.
Qui da noi il sistema è diverso. L’ometto disincantato ti sta ad ascoltare ma lal fine ti chiede cosa farai tu per lui; direttamente, senza mediazioni nè risposte intermedie.

Ecco cosa cambierà in questa elezione?
Purtroppo nulla. E forse è un bene così: non esiste la bachetta magica. Serve tempo per 8ri)educare gli italiani.

Anna Lombroso febbraio 12, 2008 alle 11:51

Il teatro campestre di Spello è indubbiamente suggestivo. Ed anche il copione recitato in quel contesto è, come direbbero alle primarie usa,poesia…Immaginifica e persuasiva. e dio sa se la poesia non tocca le mie corde..ma lo slogan meno tasse e stipendi più alti mi sembra poco convincente e molto molto demagogico..anzi mi pare un ponte verso il semplicismo mediatico di Berlusconi..prima di parlare di Nuovo, mi riserverei di conoscere un po’ meglio intenti e programmi..magari meno corposi e più muscolari…

Anna Lombroso febbraio 13, 2008 alle 14:13

Cinque anni di governo pragmatico e senza ideologie. La forza della sua esperienza imprenditoriale. Managerialità e responsabilità. Il nuovo Berlusconi che ha rinunciato a essere supermen e a far sognare qualcun’altro oltre ai milanisti, fa ostentazione di sobria moderazione, ci esime dai miracoli per proporci sobriamente la sua concretezza.Garantita da un curriculum che sciorina con soddisfatta autoreferenzialità. E a conferma di quanto si trovi a suo agio nel supermercato della politica, mutua il linguaggio del marketing. Tanto che il simbolo di partito cui Casini non vuole rinunciare diventa ostinatamente il “marchio”. Che forse si augura sia quello di una fabbrica di voti da annettersi…

Fabio Bistoncini febbraio 13, 2008 alle 15:49

Il tono dei vostri commenti è senza dubbio “scettico”, ma….
… come sottovalutare quello che sta accadendo in entrambi gli schieramenti in termini di “offerta” politica?
Capisco che, come sottolinea Matteo, c’è in giro molta disillusione ma io penso che i segnali siano incoraggianti.
Più che hai programmi citati da Anna nei suoi post secondo me la cifra della novità sarà misurata con le liste dei candidati. Basta attendere ancora qualche giorno…
Cordialità

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