Istruzione per l'uso

scritto da Redazionemartedì 14 ottobre 2008

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Si sta parlando tanto in queste settimane sul tema dell’istruzione e della riforma della scuola. A fine mese è previsto uno sciopero unitario delle sigle sindacali di tutto il comparto scuola. I Cobas scenderanno invece in piazza il 17 ottobre.

Una riforma sulla quale il Governo e la responsabile del Dicastero Maria Stella Gelmini non hanno voluto sentire ragioni. Semplicemente Decreto, Decreto Legge, la via più maneggevole, un marchio di fabbrica di questo Governo. Senza stare a rinvangare la polemica sulla troppa decretazione, peraltro più volte affrontata su queste pagine, così il Ministro dell’istruzione ha rivendicato la scelta: “I presupposti dell’urgenza ci sono tutti: l’emergenza sul fronte del bullismo, l’introduzione del voto in condotta e il ritorno nelle aule dell’educazione civica. Tutti provvedimenti urgenti”.

Mentre sulla fiducia posta alla Camera la scorsa settimana (al quale voto non ha partecipato) si è così espressa: “I tempi sono stretti e l”opposizione non è interessata ad un confronto nel merito ma soltanto a fare ostruzionismo”.

Questi sono i punti salienti degli articoli contenuti nel Decreto all’esame del Parlamento:

  • L’introduzione dell’educazione civica e stradale nella scuola primaria (ma anche nella scuola dell’infanzia). Con l’esame in Commissione è stato inserito un ulteriore comma, voluto dalla Lega, con cui si prevedono iniziative per lo studio degli statuti regionali delle regioni ad autonomia ordinaria e speciale (Art. 1)
  • Nelle scuole secondarie di primo (medie) e di secondo grado (superiori) dall’anno in corso ritorna il voto in condotta che farà media e con un cinque sarà prevista l’automatica bocciatura. (Art. 2)
  • Tornano i voti in decimali: anche alle elementari e alle medie la valutazione verrà espressa numericamente, con valutazioni in decimali, proprio come accade alle superiori. Il voto numerico (5, 6, 7) tornerà alla scuola secondaria di 1° grado. Mentre alla scuola primaria resterà accompagnato dai giudizi (”buono”, “distinto”, “ottimo”). (Art. 3)
  • È previsto il ritorno del cd maestro unico, al fine di ridisegnare l’assetto dell’organizzazione didattica della scuola primaria (in attuazione dell’ultima legge Finanziaria), con articolazione del tempo-scuola su ventiquattro ore settimanali, a differenza di quanto è attualmente previsto per le classi destinate a funzionare attraverso un numero superiore di docenti. Il Ministero dell’istruzione predisporrà il piano programmatico di interventi e i regolamenti di attuazione. (art.4)
  • Si prevede l’adozione di libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenerne invariato il contenuto per 5 anni, salvo l’eventualità che si rendano necessarie appendici di aggiornamento, che comunque dovranno essere rese disponibili separatamente.
  • Una misura che si ricollega a quella contenuta nel Decreto-legge n. 112 del 2008 che prevede l’individuazione, fino all’anno scolastico 2011/2012, di libri di testo disponibili in tutto o in parte nella rete internet e, dall’anno scolastico 2011/2012, solo di libri utilizzabili nelle versioni online scaricabili da internet o mista. (Art. 5)
  • Si ristabilisce il valore abilitante dell’esame di laurea in scienze della formazione primaria, già previsto dall’articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, ma abrogato dalla legge Finanziaria del 2008 (articolo 6).
  • Infine si limita la possibilità di presentare domanda alle scuole di specializzazione medica ai soli aspiranti già laureati, a condizione che conseguano l’abilitazione entro l’inizio dei corsi, mentre attualmente tale facoltà è concessa anche ai non laureati, a condizione che conseguano la laurea e l’abilitazione entro l’inizio dei corsi. (Art. 7)

Tra le disposizioni inserite durante nel maxiemendamento della Camera, l’assegnazione di un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e la possibilità per gli studenti che frequentano il nono ciclo della SSIS, attualmente esclusi, di essere rimessi in graduatoria in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

Infine per l’immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale (come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale.

All’interno del provvedimento l’articolo che assume il rilievo più importante dal punto di vista finanziario è senz’altro quella relativa al maestro unico. Le risorse verranno reperite dal fondo derivante dai tagli previsti dall’articolo 64, comma 9, del citato decreto-legge n. 112 del 2008. Saranno le scuole, con i fondi di istituto, a pagare le ore aggiuntive necessarie per il maestro unico.

La Gelmini ha più volte ribadito, con l’avvallo del collega dell’economia Tremonti, come la spesa maggiore riguardi il personale, sbilanciata rispetto alla spesa per l’edilizia scolastica, innovazione tecnologica e sicurezza nelle scuole: “Questi dati”, ribadisce il ministro, “evidenziano che se la spesa per il personale ha una tale incidenza significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e guardare con serenità al futuro. Come dice il Ministro Tremonti, l’Italia non può permettersi questa scuola elementare e forse è meglio privatizzarla?

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