Spigolature del lunedì mattina

scritto da Fabio Bistoncinilunedì 20 ottobre 2008

in Politica estera,Politica interna

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Alcune riflessioni in ordine sparso prima della mia partenza per Strasburgo (un casino raggiungerla, ma sempre bella).

Veltroni da Fazio: fine dell’alleanza con Di Pietro.

Le motivazioni sono corrette anche se un pochino datate… Di Pietro ha rotto il patto con il PD (gruppo unico in Parlamento e coordinamento nel gestire l’opposizione al Governo) venti giorni dopo l’esito delle elezioni. Perché dunque la fine dell’alleanza dopo qualche mese, di domenica sera, in televisione?

Non possiamo pensare che sia solo per smarcarsi dalla candidatura di Leoluca Orlando alla Presidenza della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla RAI.

Una chiamata “alle armi” al popolo del centro sinistra in vista della manifestazione del 25 ottobre?

Quello che non ci convince è il “luogo” prescelto: ancora una volta un salotto televisivo.

Attendiamo la replica di Di Pietro a Porta a Porta o Ballarò…

Oggi in edicola: il nuovo Riformista.

A noi piaceva molto quello vecchio… ma comunque…

E’ diventato più giornale e meno “foglio” (oops…). L’impatto è gradevole.

L’unica nota stonata sono le reprimende di Pansa. Che ci tediavano su Repubblica e di cui facciamo volentieri a meno anche sul Riformista.

Adesso vedremo come sarà la Nuova Unità, in uscita a giorni, che il direttore Concita De Gregorio ha il mandato imperativo di rilanciare.

Insomma grande fermento editoriale nell’area vicina al PD.

Elezioni USA: numeri alla grande…

Zogby, uno dei più accreditati istituti di sondaggi americani annuncia 6 punti di vantaggio per Obama su McCain. Altri lo riducono a 3. Una piccola ripresa per McCain c’è stata. La vera novità è stato l’endorsement di Colin Powell a favore di Obama. L’ex Segretario di Stato della prima amministrazione Bush, nonché comandante supremo della prima vittoriosa campagna contro l’Iraq si è dunque schierato.

La notizia in realtà è stata anticipata da qualche giorno sul sito The Huffington Post, la “creatura” di Arianna Huffington che è diventato uno dei più autorevoli blog politici americani. Che da tempo si è schierato a favore di Obama.

La battaglia è comunque incerta: come al solito tutto si deciderà nelle prossime due settimane.

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{ 3 commenti }

Gabriele Borsoi ottobre 20, 2008 alle 11:44

Veltroni è finito. Non sa più che pesci prendere. Non pensavo che il leader del “nuovo” PD potesse dire che “l’opposizione si fa in piazza”. Non vedo l’utilità nè delle manifestazioni anti-Gelmini nè di questa manifestazione del PD che utilizza slogan vecchissimi come “Salva l’Italia?” (ma salvare l’Italia da cosa?? c’è forse un king kong e Veltroni vuole fare superman?).
Nel frattempo, Rutelli parla di “rifondazione del PD” e Marini insidia la leadership di Veltroni.

vince ottobre 20, 2008 alle 15:54

A Veltroni si è accesa la lucina rossa…la spia che segnala che è in riserva! Quasi a secco, direi. E presto la benzina finirà e lo lascerà per strada. Come sta facendo lui col PD. Uno partito ‘per strada’…senza sapere dove andare.
Pindaricamente: non sarei così sicuro sui sondaggi USA, ho la sensazione che alla fine prevarranno ancora una volta i repubblicani…e ne sarei quasi convinto se solo non avessero schierato la Palin.
Saluti

Anna Lombroso ottobre 21, 2008 alle 13:51

ma tra le notizie curiose di inizio settimana, non ti ha colpito la presa di posizione di Sarko’ che ha “mollato” l’amichetto del cuore sul fronte clima? eppure la francia non è in una situazione molto migliore della nostra.
io credo che bisogna smascherare l’equivoco di fondo..il governo, sulla traccia delle posizioni statunitensi, parla di rivedere le regole per superare l’approccio europeo command and control e indurre una sorta di “rivoluzione” ancor più che di riconversione in nome di tecnologia ed innovazione. atteggiamento cntraddittorio: una rivoluzione in materia ambientale ed energetica non si fa dichiarando aprioristicamente che prima si deve pensare alla crisi finanziaria e poi all’ambiente.. ancora una volta cioè si finge che si possano ridiscutere le regole senza immaginare una profonda trasformazione id modi di produzione e consumo..ma questo non potevamo aspettarcelo dalla destra..ma ancora più equivoco è il richiamo al ruolo strategico della tecnologia e dell’innovazione quando assistiamo ad un taglio dei fondi per la scuola, la ricerca, l’università..il sapere!

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