Lo scorso giovedì sono andato alla cena organizzata da Assorel (l’associazione di riferimento delle società di relazioni pubbliche italiane) in occasione della consegna del Premio per la miglior campagna di relazioni pubbliche per il 2007.
Occasione per rivedere molte persone con cui sono entrato in contatto in questi anni di attività.
Tra i tanti premi consegnati due meritano sicuramente una menzione.
Il primo “alla carriera” per Emma Bonino.
Una bella persona, un politico di alto profilo da sempre impegnata in battaglie civili difficili ma giuste.
Ricordo poi che la sua esperienza poi da Commissario Europeo ha riscosso unanimi riconoscimenti: serietà, coerenza, impegno, lo sguardo sempre rivolto agli interessi dell’Unione da mettere sopra a quelli nazionali.
Alcuni spunti del suo breve speach:
- in momenti di crisi come quello attuale occorre tenere la “barra dritta” sui valori;
- l’attuale crisi internazionale ha dimostrato come soltanto con “più Europa” si possano affrontare meglio e bene i gravi effetti che i vari sistemi economici stanno subendo, le isolate risposte dei singoli governi non hanno e non possono avere alcuna efficacia;
- ciò che stiamo vivendo non è una crisi del capitalismo dal momento che si è sviluppata proprio dal “tradimento” di alcuni principi cardine su cui si fonda tale sistema. La finanziarizzazione estrema dell’economia reale, l’attenzione rivolta più al “breve termine”, alle quotazioni azionarie e ai report degli analisti ha fatto smarrire la strada, distogliendo l’attenzione degli imprenditori dall’oggetto della propria attività: la creazione di valore attraverso la produzione di beni e servizi.
Insomma molti spunti, tutti non banali.
Il secondo premio che vogliamo ricordare è stato assegnato al giornalista de L’Espresso Emiliano Fittipaldi per il suo articolo “Non per hobby ma per lobby“. Il pdf dell’articolo lo potete trovare qui.
Anche di questo premio siamo molto contenti. Emiliano infatti ha voluto fare un lavoro approfondito sentendo molti dei protagonisti di questo settore. Ed ha cercato, caso raro per un giornalista (non me ne voglia…), di andare al di là degli stereotipi, dei pregiudizi e dei luoghi comuni che da sempre affliggono questa professione.
Tag: Assorel, Emma Bonino, L'Espresso, Lobbying




{ 3 commenti }
Un doppio plauso per la Bonino è decisamente meritato anche se da Politico parlar di valori è un pò troppo semplice e vago…
Più Europa e più economia e politica comune direi in un’ottica di protezione e rilancio delle comunità territorriali in un contesto non più nazionale ma europeo. Fin quando i valori della Borsa avran diverso significato a Londra, Parigi o Milano anche politiche comuni non saranno di grande aiuto, il passo verso l’unità è lungo e credo che prima di avre indici comuni targati Bruxell ci vorrà ancora molto.
Guardare al futuro con un’approccio più ottimista, questa si sarebbe un’ottima risposta incentivando investimenti e produzioni per progetti di amplio respiro, finanziando politiche di espansione a medio e lungo termine sostenendo l’impresa nella pianificazione e non nell’affrontare l’emergenza. In questa occasione direi che ciò di cui c’è bisogno è una gallina domani piuttosto che un uovo oggi e a questo dovrebbero guardare i nostri esecutivi.
Conosco troppo bene, politicamente, la Bonino per credere che si sia appellata ai “valori” in senso astratto, che è il tipico difetto dei politicanti (e non solo) italiani. Posso garantire che se c’è una persona che detesta la parola “valori”, questa è la Bonino. Ergo penso che Fabio abbia voluto sintetizzare un pensiero assai più articolato di Emma, e che tale sintesi non sia stata particolarmente felice :-)
Sempre conoscendo (o forse, meglio, avendo la presunzione di conoscere) assai bene politicamente Emma provo a guardare nella mia sfera di cristallo e ad osare un pronostico sui temi che Emma abbia potuto citare al posto dei (tanto odiati) generici “valori”: laicità e libera scelta, legalità, liberalismo e concorrenza. E mi scuso per la banalizzazione della pura menzione, che ne sminuisce inevitabilmente la portata, visto che Emma, se li ha veramente citati, li ha iscritti di certo in un ragionamento articolato, non banale, e, come suo solito, sintetico ed efficace.
Aspettando da Fabio l’ardua sentenza sulla mia, irriverente, ma affettuosa e sorridente, critica (tra l’altro pericolosamente e spericolatamente presuntuosa) verso la sua (inevitabile) sintesi, mi accuccio buono e silenzioso in attesa del verdetto :-)
Firmato: uno che, come allora la maggioranza degli italiani, voleva nel 1999 Emma Bonino eletta alla carica di Presidente della Repubblica Italiana.
Va bene va bene, chiedo scusa per il mio post eccessivamente sintetico…
Hanno ragione gli esegeti del Bonino pensiero: i “valori” (io non ci vedo nulla di male ad utilizzare questa parola proprio in un momento in cui pare svuotata di reale significato) sono alcuni di quelli citati da Paolo nel suo commento e, più in particolare: legalità, liberalismo e concorrenza.
La prossima volta registrerò l’intervento per evitare di (ri)cadere nella trappola….
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