Social network… e i Blog?

scritto da Nicola Peisvenerdì 7 novembre 2008

in Blogosfera,Media

Sono usciti negli ultimi tempi alcuni articoli in rete sul fenomeno ormai crescente dei Social Network (Facebook e fratelli) e del rapporto con i blog destinati secondo alcuni ad avere sempre meno importanza o peggio ancora a sparire.
È vero che oramai il modello di comunicazione in rete è notevolmente cambiato e ha assunto aspetti sempre più invasivi. Se partiamo dalla base, dal semplice indirizzo di posta elettronica, al Blog fino ai sistemi di instant messaging, negli ultimi anni sono stati creati degli ibridi che hanno influenzato notevolmente il nostro modo di relazionare in rete o comunque l’anno reso differenziato. Pensiamo solamente a Flickr e YouTube che hanno specializzato e tematizzato per degli ambiti specifici (foto e video) quello che era già i weblog avevano portato in vita. In seguito il sistema si è evoluto, creando in entrambi i casi una comunità virtuale grazie ai gruppi tematici ed ai forum.

Sempre più persone, specie tra i giovani, condividono dettagli della loro vita privata sui siti web di socializzazione. Il numero di giovani iscritti a social network come Facebook e MySpace è in vertiginosa crescita. In particolare il primo ha ormai sorpassato il numero degli scritti del secondo; entrambi i siti sono gratuiti per gli utenti,traendo guadagno dalla pubblicità, inclusi i banner. Poi vi sono interessanti variazioni come nel caso di Twitter che si rifà alla messaggistica dei cellulari. In America si conta che più del 90 per cento degli studenti ha un proprio sito ed il diario segreto dove scrivere i pensieri più privati è qualcosa di ormai obsoleto. In questo è stata lungimirante la scelta comunicativa di Obama che ha avuto il merito di intuire il valore dei social networks e delle applicazioni mobili come piattaforma essenziale per conquistare gli elettori più giovani.
Il caso di Facebook, ancor più di MySpace, è comunque emblematico della tendenza di una diffusione dell’informazione personale e del pettegolezzo insieme alla consapevolezza che chiunque può raggiungere un pubblico globale. Facebook assume una forma di comunicazione molto più vicina alla classica chat che al classico Blog, che mantengono invece dei linguaggi più editoriali.
Il Blog rimane ancora uno strumento privilegiato per diffondere ovunque le proprie idee senza passare necessariamente attraverso editori o media classici, e mantiene in linea di principio delle modalità tipiche della carta stampata. Non sappiamo se i nuovi network soppianteranno i Blog come preannuncia Wired, ma è certo che le espressioni di linguaggio in rete continueranno ad offrire nuovi spunti.

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{ 2 commenti }

Nicola Ventricini novembre 7, 2008 alle 20:20

Ha perfettamente ragione Nicola nel dire che Obama ha intuito meglio e prima del suo rivale l’importanza dell’utilizzo di FB (facebook..) e dei social networks.

Per quanto possa valere il Senatore dell’Illinois ha stravinto anche la “battaglia” su FB con quasi 3 milioni di supporters contro i 600mila di McCain.

Anna Lombroso novembre 10, 2008 alle 16:26

a margine di Fabio e dei due Nicola e da tenace amica di Facebook,mi augurerei che proprio il riferirsi ad Obama da parte della nostra opposizione induca da una riflessione e ad una autocritica. Si sostiene diffusamente che il candidato democratico ha avuto la lungimiranza di comprendere l’autorevolezza e la capacità di incidere dei social networks…speriamo serva di lezione. E’ una lungimiranza che la nostra sinistra non ha avuto, perdendo l’occasione di fare delle tencologie nformatiche e telematiche dei motori di miglioramento sociale, di lotta all’esclusione… quindi, senza retorica, di liberazione. quante volte abbiamo detto che doveva spettare alla sinistra,a una forza progressista, la capacità di abbattere il digital divide nel territorio, sottraendo il monopolio alle grandi imprese private e “governando” dal basso la rete e le sue connessioni secondo un piano equilibrato.. la sinistra di governo non ha prodotto neppure una legge a tutela della miriade di siti web autofinanziati o dei bloggers che fungono da ripetitori indipendenti di convinzioni bisogni idee, estendendo a questi nuovi mezzi, in nome della garanzia dei diritti di opinione, l’articolo 21 della Costituzione, ad esempio. Intanto stiamo a guardare. Facebook è un osservatorio prezioso la frequentazione dei “profili” dei nostri “rappresentanti” non è del tuto incoraggiante, spesso si tratta di volonterosi tentativi di aprirsi all’esterno, ancora raccogliticci e occasionali, che denotano difficoltà di gestione quotidiana a meno che non siano delegati a professionisti e dunque ben poco “personalizzati”..resta però la straordinaria potenzialità di dialogo, discussione confronto con loro o senza di loro e su di loro…

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