Signor Sì o Signor No?

scritto da Nicola Ventricinimercoledì 19 novembre 2008

in Politica estera, Politica interna

Mancano 2 mesi dal giorno dell’inaugurazione alla Casa Bianca di Barack Obama e le voci sui futuri membri della sua squadra di Governo si rincorrono in maniera incontrollata.

Data per sicura la presenza di almeno un repubblicano nel suo team (Colin Powell?), aumentano le indiscrezioni sulla possibile offerta del ruolo di Segretario di Stato (la posizione sicuramente più importante e prestigiosa) fatta dal neo Presidente – eletto alla rivale delle primarie Sen. Hillary Clinton.

Se tutto questo fosse confermato, si potrebbe dire (come già  fanno diversi commentatori) che il Senatore dell’Illinois si sta ispirando, nella formazione della propria squadra di Governo, ad un grande Presidente della storia americana, Abraham Lincoln, divenuto famoso anche per il suo “Team of Rivals”.

Al momento l’unica certezza è rappresentata dal fatto che nelle ultime due settimane, da quando è stato eletto Presidente, il Sen. Obama non ha perso occasione per ripetere che vorrà creare intorno a sé un team fatto di persone esperte e competenti in grado di offrirgli diversi punti di vista, basati su idee, conoscenze ed opinioni differenti dalle sue.

La convinzione del Senatore Afro-Americano è che solo attraverso il confronto ed il dialogo (appunto tra idee ed opinioni diverse), si possano prendere le decisioni migliori e più efficaci per la risoluzione dei problemi dell’America e del mondo.

La scelta di creare una squadra di esperti e di personalità certamente non accondiscendenti (e per questo Signor NO) è anomala e difficilmente riscontrabile tra i governanti moderni, ed è a mio avviso la dimostrazione di forza, coraggio e lungimiranza di questo uomo politico fuori dal comune.

Con i debiti paragoni, in Italia il Premier (anch’esso sostenuto da una forte maggioranza nel Parlamento), ha deciso di seguire una strada completamente differente.

Scottato dai litigi interni del passato, il quarto Governo Berlusconi è, infatti, formato da un altissimo numero di Signor SI, uomini e donne con pochissima indipendenza, scarsa esperienza governativa ed il grande (e forse unico) merito di aver fatto parte e di continuare a far parte della ristretta “cerchia” di persone di fiducia del Cavaliere.

Visioni molto diverse, se non del tutto antitetiche, di interpretare e di fare politica.

Tag: Barack Obama, Silvio Berlusconi

Post correlati

{ 2 commenti }

Vince mercoledì 19 novembre 2008 alle 19:19

Tutto giusto, tutto vero, Nick.
Non dimentichiamoci però che da noi con l’attuale configurazione istituzionale, il nostro Premier (fintamente primus inter pares) non può neanche defenestrare un Ministro recalcitrante…in USA il Presidente ha ben altri poteri! E non ha dietro nessuna coalizione…Ciao

Nicola Ventricini giovedì 20 novembre 2008 alle 00:40

Nessuna discussione, hai perfettamente ragione. Sistemi e poteri sono molto differenti.

Nel caso specifico volevo pero’ stressare le visioni (di interpretare e fare politica) in evidente contrapposizione tra Obama e Berlusconi.

George W (con gli stessi poteri che avrà Barack) ha spesso negato, negli 8 anni passati, alcun dialogo e confronto con persone con opinioni ed idee diverse.

Sara’ per questo che si piacciono cosi’ tanto?

I commenti a questo articolo sono chiusi.

Post precedente: Il G20 e la nuova Bretton Woods

Post successivo: Una nuova Bretton Woods?