La news di questa settimana è dedicata al recente vertice mondiale che ha avuto come oggetto la crisi economica mondiale.
Si tutti ci auguriamo che il G20 abbia la stessa potenza innovatrice di Bretton Woods..l’economia sociale di mercato e il sistema di cooperazione mondiale di Bretton Woods hanno saputo avviare una fase di impetuosa crescita economica e diffondere un clima di fiducia nel futuro. È questo successo economico e questo clima “morale” molto più della superiorità militare americana, che permettono all’Occidente di vincere la guerra fredda. Ma Obama non è ancora presidente operativo: allora gli Usa, usciti dalla guerra come superpotenza dominante avevano saputo esercitare quella posizione in modo responsabilmente egemonico, aprendo un’era di cooperazione internazionale con il Piano Marshall e consentendo a un’Europa provata dalla guerra di rimettere in piedi la propria economia. Oggi proprio da lì è partita la crisi di un sistema avviata con quella che gli economisti chiamano la controffensiva capitalistica, che aveva registrato la sottrazione alla disciplina monetaria di Bretton Woods, l’annichilimento dello stato sociale e culminata nel primato del monetarismo, nel neoliberismo selvaggio, nella finanziarizzazione. La leadership statunitense è in discussione, minata dalla catastrofe economica con cui ha contagiato tutto il mondo. Obama ha un sogno: realizzare una superpotenza aperta al mondo, volonterosa di costruire un nuovo ordine multipolare, che ha dismesso le velleità dominatrici… dobbiamo augurarci che questo sia il “contagio”, che queste istanze anche profondamente morali siano “integrate” nelle misure di emergenza ma soprattutto in un disegno riformatore di lungo periodo, che metta le basi per un sistema economico e di governo basato sull’equità, sulla democrazia condivisa. La nostra vecchia Europa, ancora condizionata dalla finanza, dalla supremazia delle cancellerie, dall’impotenza di darsi un disegno univoco di governo saprà costruirsi il suo “sogno”?




{ 2 commenti }
La storia è ciclica così come l’economia. Ad una fase di declino segue una di crescita. Bisogna solo capire se abbiamo già toccato il fondo…
Sono convinto che questo G20 servirà ad invertire la rotta.
Così come per le persone, anche per i Paesi vale il princio che gli errori sono opportunità di crescita nei limiti in cui da essi si è capace di imparare..
All’epoca in fondo era tutto più semplice: un’unica locomotiva, una sola alternativa concreta, una fiducia come necessità di rinascita ed un catch-up economico e politico impostato su binari ben definiti: bastava poco per imitare e serviva ancor meno per crescere!
Oggi la locomotiva invece ha deragliato, con tutti i binari al seguito!
Alcuni di questi però son già loro stessi locomotive, considerate finora poco più che binari..
La riprova è proprio nel peso e nella voce che hanno finora avuto nelle istituzioni internazionali.
Oggi quindi bisogna forse smettere di chiedersi soltanto che cosa Obama può fare per il mondo ed iniziare a domandarsi invece che cosa il mondo può fare per l’America.
Non c’è più un’unica locomotiva al mondo d’oggi e molti Paesi e continenti hanno ormai tanto da insegnare anche all’America!
Che impari ad ascoltare quindi, come condizione della sua stessa rinascita a livello di leadership economica e quindi politica…
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