Chi di TV ferisce…

scritto da Fabio Bistoncinilunedì 1 dicembre 2008

in Comunicazione,Politica interna

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Con un pizzico di vanto giustificato, venerdì scorso in pieno Consiglio dei Ministri avevamo annunciato ai nostri clienti la “bomba” contenuta nel pacchetto Anticrisi: l’articolo 31 sull’IVA in materia di servizi radiotelevisivi.

La fine dell’aliquota agevola al 10% per i “canoni di abbonamento alle radiodiffusioni circolari trasmesse in forma codificata, nonché alla diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite, ivi comprese le trasmissioni televisive punto-punto”.

Tutto taceva sui media fino a sabato (il Sole 24 ore a pag. 5 ha pubblicato un trafiletto a cura del buon Marco Mele), poi domenica il finimondo con l’intervento dell’AD di Sky.

La questione si è politicizzata. Ed è piuttosto controversa: emergono infatti i primi scricchiolii nei partiti di maggioranza e l’opposizione per una volta incalza.

“Toccateci tutto ma non il mio calcio…”

Si è passati alle maniere forti…e dopo l’attività di advertising dell’allora Fininvest contro i referendum del 95′ sulla riduzione delle reti del Cav, anche Sky ha messo in campo tutta la cavalleria pesante a favore del suo impero satellitare. Lo spot che chiede agli abbonati di fare sentire la propria voce mediante un invio un email è ormai in onda.

Sky ha deciso di utilizzare la tecnica classica del grassroot lobbying: mobilitare un gruppo di interesse (in questo caso i suoi abbonati) per moltiplicare le pressioni sul decisore. In questo momento il Governo ma tra qualche giorno il Parlamento.

Anche per questo motivo attendiamo ansiosi e curiosi l’avvio dell’esame parlamentare in Senato.

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{ 7 commenti }

Vince dicembre 1, 2008 alle 20:06

“La Stampa” di oggi pubblica (pag. 2) un interessante specchietto sui possibili rincari a seguito del cambio di aliquota IVA per il 4.6 milioni di abbonati.
Da un minimo di 1,2 euro ad un massimo di 5.0 euro. Al mese.
Secondo voi, ci sarà una ritirata di massa dal consumo di TV satellitare?
Non credo.
Allora è un intervento per colpire SKY a favore del “concorrente” Mediaset. E vai giù di conflitto di interessi.
Altra balla, a mio avviso.
E se fosse una mossa di sinistra per fare legittima cassa da ridistribuire agli italiani più in difficoltà?
Non saprei.
Voi che ne dite?

Andrea dicembre 2, 2008 alle 21:50

Segnalo a tal proposito la campagna web lanciata da Reti verso gli utenti di Sky e non solo:

il gruppo di Facebook
http://www.facebook.com/group.php?gid=36415159845&ref=nf
La petizione on line (http://www.firmiamo.it/notassesuicontenuti)

E perfino il blog
http://nocommunicationtax.blogspot.com/

Che dire? Finalmente un po di trasparency grassroot lobbying in Italy

Stefano Velani dicembre 3, 2008 alle 17:35

Ma da quando in Italia esiste un problema di “conflitto d’interesse”…?
E se invece stavolta proprio l’aver toccato gli italiani al cuore (calcio!) fosse l’occasione per svegliarli da un lungo torpore…?

Nicola Peis dicembre 3, 2008 alle 17:41

Andrea,la campagna di Reti è interessante..peccato che a proposito di conflitti di interesse mi risulta che Sky sia cliente di Reti…..

Andrea dicembre 3, 2008 alle 22:37

Beh a dire il vero io non parlavo di conflitti di interesse ma solo di lobbying…
Purtroppo non lavoro con Reti (o con FB) e non so chi è loro cliente, certo è che Reti sta organizzando una bella campagna di lobbying… Tutto qua!

Fabio Bistoncini dicembre 4, 2008 alle 08:54

Andrea,
quello che voleva dire Nicola è che la campagna organizzata da Reti (molto bella, vediamo come si sviluppa e che risultati porta) ha come obiettivo quello della tutela di un suo cliente.
Obiettivo giustissimo ma, visto che evocavi la trasparenza, dovrebbe essere esplicitato.

Andrea dicembre 4, 2008 alle 13:55

Ah si beh certo, per me era ovvio (mi sa che ormai sono troppo abituato alle tecniche del lobbying da darle per scontate…)!
Ok scusate la piccola gaffe :-)

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