Terremoto abruzzese…ma non solo.

scritto da Fabio Bistoncinimartedì 16 dicembre 2008

in Politica interna

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Che il PD avesse messo in conto una sonora sconfitta alle elezioni regionali abruzzesi, era chiaro da tempo.

Sconfitta certo ma non la debacle che è uscita dalle urne.

E non il terremoto che si sta preannunciando a causa delle indagini della magistratura.

Andiamo con ordine.

Il nuovo Presidente della Regione è Giovanni Chiodi del PDL. Ottiene il 49,89. Il candidato del centro sinistra, L’esponente dell’Italia dei Valori Carlo Costantini, prende il 41,94. 8% in meno.

Una sconfitta dunque pesante, che diventa pesantissima se guardiamo alla ripartizione dei voti per le singole liste.

Partito democratico: 20.3, aveva il 33,5: -13,2

IDV: 15.1, aveva il 7: + 8%

E ci fermiamo qui…

E’ chiaro dunque che l’alleanza con Di Pietro non porta voti, anzi.

Anche se ritengo affrettato fare questo tipo di considerazione dal momento che le elezioni, a mio avviso giustamente,sono state condizionate dalle indagini della magistratura.

L’azzeramento della giunta Del Turco non può non avere avuto un effetto forte sull’elettorato di centro sinistra che, disgustato, semplicemente non è andato a votare.

Il dato infatti dell’astensione è quello che colpisce di più: 53%. Nel 2005 (precedenti elezioni regionali) aveva votato il 68%. alle ultime elezioni politiche l’81%. Un crollo verticale che, se colpisce maggiormente il centro sinistra, non può rallegrare certamente anche la coalizione vincente.

C’è un rapporto di fiducia da ricostruire tra la classe politica e il proprio elettorato.

Ma per il PD le cattive notizie non si fermano qui….

L’arresto del sindaco di Pescara D’Alfonso per presunte tangenti sugli appalti colpisce uno dei pochi nomi da spendere a livello regionale. D’Alfonso inoltre è coordinatore Regionale del Partito Democratico .

Insomma si tratta di un azzeramento dei vertici del partito in Abruzzo, anche se è chiaro (così come per il caso Del Turco) che i conti si dovranno fare in Tribunale.

E’ evidente ormai a tutti che il PD è in grave crisi.

A nostro avviso il motivo principale risiede nel fatto che non vi è una chiara identità e una conseguente strategia elettorale.

Non si può invocare la moderazione ed essere alleati con un pasdaran come Di Pietro; così come non si può ipotizzare un’opposizione durissima, condotta anche nelle piazze, e vagheggiare un’alleanza con l’UDC di Casini.

I nodi stanno venendo al pettine.

Il problema, ulteriore, è che fino ad oggi si assisteva comunque ad una tenuta della classe dirigente locale.

Avevamo un PD “debole” al centro ma forte in alcune aree geografiche in cui riusciva ancora ad esprimere una classe dirigente solida, con prospettive anche in ottica nazionale.

Ora questo “zoccolo duro” si sta liquefacendo, come dimostrano i casi di Napoli, Firenze e quello abruzzese.

E come insegna il vecchio adagio “piove sempre sul bagnato” oggi è esplosa la notizia dell’arresto dell’Amministratore delegato della Total per un presunto giro di tangenti in Basilicata. Coinvolto anche il parlamentare PD Salvatore Margiotta.

Veltroni dovrà lavorare duro per rimettere in sesto un partito che appare sempre più allo sbando.

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{ 2 commenti }

Vince dicembre 17, 2008 alle 17:33

Volevo postare, ma rimango nell’alveo di questo post che mi sembra pertinente con le considerazioni che seguono:

1) mi pare che una nuova Mani Pulite del Sud si stia abbattendo sul nostro Paese.
Riquoto a proposito un mio precedente commento sul tema.
http://www.fbcomunicazione.it/blog/?p=432
Il PD è il sostanziale destinatario di questo tsnumani giudiziario (o politico?): Campania, Abruzzo, Basilicata, Calabria ecc.
Tempi durissimi per il PD, quindi, che rischia veramente l’implosione definitiva, il colpo di grazia finale al suo rilancio.
Consiglierei ai dirigenti di cercare unità, comunione, invece di cogliere l’occasione dello sfascio per accusare l’attuale leader, che di colpe ne ha eccome…ma se la classe dirigente amministrativa è in queste condizioni…ci vuole un ragionamento più ampio.

2) Per la prima volta, l’ex PC-PDS-DS (e gli amici margheritini), è coinvolto “in prima persona” da inchieste giudiziarie di massa.
Alcuni commentatori scrivono malignamente che la magistratura vede oramai in Di Pietro il referente politico “amico”, abbandonando il PD a maggioranza DS.
Non saprei, certo è che a questo punto, la riforma del sistema giudiziario è davvero più vicina…e, vi dirò, ne sono molto felice. A una condizione però che queste siano le priorità e gli obiettivi:
a) giustizia più celere
b) certezza della pena
c) maggiori garanzie per gli imputati
d) responsabilità per i magistrati che “falliscono” nelle loro inchieste.

Per esempio, su quest’ultimo punto: la richiesta di proroga delle indagini preliminari per l’inchiesta sull’ex Presidente Ottaviano Del Turco (e chiudere pertanto la prima fase con il rinvio a giudizio)…quando sembrava che il complesso probatorio fosse così certo, approfondito e sicumeramente inaffondabile…mi sembra abbastanza inquietante!

3) Pochi commentatori hanno richiamato per bene l’attenzione sul fair play della magistratura abruzzese che ha atteso il voto regionale, prima di adottare alcuni provvedimenti (specie sul Sindaco di Pescara) per così dire “delicati”.
Non mi pare di ricordare un identico trattamento e tatto per altre occasioni.

Saluti a tutti!

Gabriele Borsoi dicembre 17, 2008 alle 18:11

La cosa, a mio avviso, preoccupante è che Veltroni stia continuando a non ammettere la sconfitta. Sta conducendo il Pd al macello…

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