Piccoli Obama crescono

scritto da Nicola Peismartedì 30 dicembre 2008

in Approfondimenti

Renato Soru

L’anno che si conclude è stato caratterizzato da diversi cambiamenti politici. Il più significativo è senza dubbio quello che ha portato alla Casa Bianca Barack Obama, cosa impensabile qualche anno fa. In Italia invece, il piano nazionale ha lasciato spazio in queste settimane agli avvenimenti locali, con il ritorno della questione morale, visti gli scandali che hanno riguardato il Partito Democratico in Abruzzo, a Firenze e a Napoli.

Inoltre ho seguito da vicino, se non altro per motivi anagrafici, la situazione politica creatasi in Sardegna.

Qui c’è un segno di forte discontinuità con le altre vicende del PD.

Il Presidente della Giunta Regionale, Renato Soru (foto), ha confermato qualche giorno fa le dimissioni (ad un mese dopo l’annuncio delle dimissioni, dovute alla bocciatura di un emendamento della Giunta alla legge urbanistica) rimettendosi nuovamente agli elettori sardi che dovranno votare anticipatamente a Febbraio.

Se vogliamo raffrontare la sua scelta con quella degli altri governanti di Centro Sinistra, infatti si può leggere come un segno di grande eleganza e di onestà intellettuale. È certo che la mossa dell’”Obama di Sanluri” (come viene definito dai suoi avversari) è anche un tentativo abile di cogliere impreparati avversari interni ed esterni, che ora dovranno organizzarsi prima del tempo. Inoltre la volontà di ricandidarsi è contraddittoria rispetto a quanto da egli stesso dichiarato qualche tempo fa.

Il tutto mentre la situazione del PD nell’isola è peggiore che nelle altre regioni: pur non riguardando questioni morali il Partito è stato persino commissariato.

Quella del Governatore, rimane comunque una scelta in antitesi con ciò che è accaduto nel resto del Paese.

In più il Presidente dimissionario, in previsione delle prossime elezioni alle quali si presenterà, ha voluto risolvere il proprio conflitto di interessi (per il quale era stato più volte criticato) con la nomina a fiduciario per le sue aziende di un professore ordinario di Diritto commerciale cui ha trasferito la proprietà non solo delle partecipazioni in Tiscali e L’Unità, come prescritto dalla Legge Statutaria, ma anche ogni altra sua partecipazione in tutte le altre società partecipate (una sorta di blind trust).

Soru nella sua esperienza da Governatore ha fatto delle scelte rischiose, spesso impopolari (legge salvacoste) ed a volte anche discutibili (la cd. tassa sul lusso) ma ha anche messo sul piatto misure importanti in materia di istruzione (si veda l’articolo di Mario Pirani su Repubblica). Lo scenario politico isolano rimane attualmente molto difficile e la crisi economica è sempre più profonda.

Anche per questioni di durezza caratteriali, Soru ha compiuto errori di valutazione che forse politici più navigati non avrebbero commesso e si è attirato tanti detrattori (molti all’interno del PD, dal quale si è tenuto in qualche modo distante).

Al di là di come andranno le prossime elezioni, la scelta delle dimissioni rimane un esempio che la politica attuale dovrebbe considerare e che il PD dovrebbe utilizzare a proprio vantaggio.

Chissà che a forza di cercare un clone di Obama non ci si accontenti alla fine di semplici modelli senza etichette speciali.

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