Con la news di questa settimana riprendiamo il nostro ormai classico appuntamento con le interviste di FB. L’Onorevole Pino Pisicchio (foto) ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande sul rapporto tra politica e regolamentazione delle lobby.
Esponente dell’Italia dei Valori dal 2006, membro della Commissione Affari Costituzionali, nella passata legislatura è stato Presidente della Commissione Giustizia della Camera.
Di seguito il testo dell’intervista.
Cosa l’ha portato a presentare il disegno di legge sulla disciplina dell’attività di relazione istituzionale? Si tratta di una ripresentazione, già aveva presentato il testo due legislature fa.
La consapevolezza, rafforzata purtroppo dagli eventi giudiziari degli ultimi mesi che hanno rivelato intrecci perversi tra politica e imprenditoria, dell’urgenza di rendere trasparente ciò che oggi è costretto nell’area dell’indistinto e dell’oscuro.
Ritiene sia cambiato qualcosa dalla precedente presentazione e dal lavoro svolto dalla Commissione in quella legislatura per cui vi sono prospettive nuove per questo ambito? Quali possono essere i prossimi passi secondo lei?
Se qualcosa è cambiato è sicuramente cambiato in peggio: la mancanza di regolazione giuridica delle lobby si riverbera in particolare nelle difficoltà delle amministrazioni locali, che abbiamo appena ricordato, ma anche nell’esperienza delle commissioni parlamentari. Credo, peraltro, che la sensibilità istituzionale su questo tema sia maturata al punto tale da rendere possibile un’approvazione del progetto di legge entro tempi ragionevoli. Chiederemo, comunque, l’inserimento del provvedimento all’ordine del giorno della prima commissione, competente per materia.
Già nella scorsa legislatura il Consiglio dei Ministri aveva approvato un testo promosso dall’allora Ministro Santagata, ma poi non se ne era fatto più nulla. Forse la politica Italiana non è ancora pronta a questo tipo di rinnovamento o è solo una questione di tempo?
In Italia si fa ancora fatica ad accettare l’idea che interessi diffusi nella società possano assumere la forma di gruppi di pressione orientati verso il governo, aventi ad oggetto anche profili di carattere economico. Forse è il portato di un pregiudizio riveniente da un passato in cui la cultura di area cattolica e comunista consideravano questi argomenti moralmente disdicevoli. Ritengo, tuttavia, che i tempi siano cambiati profondamente e che oggi sia del tutto accolta l’idea della legittima rappresentazione di propri interessi da parte dei lobbisti.
Il nostro Paese è ancora sprovvisto di una normativa efficace sul conflitto d’interessi che è un tema che “colpisce” trasversalmente tutti gli schieramenti politici. C’è un collegamento tra regolamentazione delle lobby e conflitto di interessi? sono due cose che devono andare insieme?
Non c’è dubbio che il nostro Paese sia in grave ritardo rispetto alla predisposizione di moderni ed efficaci meccanismi di trasparenza e di garanzia. In questo senso non può considerarsi disgiunta dalla regolazione del lobbysmo la questione del conflitto d’interessi.
Approfitto per farle due domande più generali. Vista la sua importante esperienza, anche Governativa, come vede il ruolo del Parlamento in questa delicata fase politica sia nel rapporto con l’elettorato che con il ruolo dell’esecutivo?
Stiamo assistendo, anche a causa delle leggi elettorali illiberali che hanno eletto i Parlamenti nelle ultime due legislature, ad un progressivo declino del ruolo del legislatore, che non risponde più al corpo elettorale ma solo al capo che l’ha messo in lista e fatto eleggere. Questa condizione si riverbera negativamente sul Parlamento, che non è più in grado di esercitare la necessaria autonomia rispetto all’Esecutivo e nel rapporto tra rappresentanza e consenso, definitivamente spezzato. È una condizione grave e difficile, di cui la pubblica opinione purtroppo non ha piena consapevolezza.
Infine, lei nella passata legislatura è stato Presidente della Commissione Giustizia. Trova che il tema della Giustizia sia sottostimato nel nostro Paese o che invece gli venga reputato la giusta importanza?
Nel nostro Paese c’è un problema serio di rapporti tra poteri. A ripercorrere lo schema classico della divisione dei poteri ci si potrebbe accorgere che tra Esecutivo e Legislativo esistono pericolosi straripamenti e la stessa cosa talvolta si verifica anche da parte del potere giudiziario sugli altri. E poi esiste una dimensione concreta della giustizia, quella dei processi interminabili e della giustizia degenerata proprio in ragione delle sue inesplicabili e barocche ritualità che la gente percepisce specialmente quando parliamo di processo civile.
Ritengo necessaria e urgente una riforma organica del comparto giudiziario che però non potrà essere portata avanti se non con la partecipazione di tutti i soggetti della giurisdizione: magistrati e avvocati insieme. Occorre una Costituente per la giustizia da vivere con spirito aperto e costruttivo.
Tag: conflitto di interessi, Italia dei Valori, Lobbying, Pino Pisicchio




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