Interviste FB: l’On. Roberto Cassinelli

scritto da Nicola Peismartedì 3 febbraio 2009

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Roberto Cassinelli

Con la prima news di questo mese riprendiamo il nostro classico appuntamento con le interviste di FB. L’Onorevole Roberto Cassinelli (foto) ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande sulla importanza della rete e sul rapporto tra politica e internet.

Esponente del Popolo della Libertà, è alla sua prima legislatura nel Parlamento Nazionale ed è membro della Commissione Giustizia della Camera.

Recentemente ha presentato alla Camera il cd disegno di legge “Salvablog”. Internet ha modificato il nostro modo di comunicare in questi anni. Pensa che la rete possa rappresentare ancora un’opportunità o sia in realtà una minaccia?

La rete è semplicemente un’invenzione che ci ha semplificato la vita. Rappresenta una minaccia solo per chi non la sa usare. In rete possiamo trovare ogni genere di cosa, l’importante è saper scegliere. E se la si intende come strumento di e-government o e-democracy, è assolutamente un’opportunità che non dobbiamo sprecare: il futuro va in quella direzione, e non possiamo ignorarlo.

Lei ha un blog che segue con attenzione. Non molti dei suoi colleghi ne hanno uno ed in generale utilizzano poco o male lo strumento della rete. Forse non lo ritengono così utile per la loro attività. Qual è invece il suo rapporto con il blog? Lo ritiene uno strumento che la può aiutare nella sua attività di Parlamentare?

Ormai il blog, la posta elettronica e Facebook sono per me strumenti indispensabili. Ogni giorno ricevo decine di messaggi, di ogni tipo: nuove idee e proposte, critiche, consigli, richieste di aiuto, commenti sulla politica. E rispondo a tutti. È ovvio che non potrei farlo per telefono o inviando lettere “tradizionali”. Ciò che mi offre la rete è quindi straordinario e fondamentale per la mia attività: mi consente di tenere i contatti con moltissimi cittadini, e spesso mi offre spunti di riflessione. E devo anche dire che molte delle mie iniziative parlamentari (in questi primi nove mesi di legislatura ne ho messe in cantiere, come primo firmatario, una quarantina) sono nate proprio grazie a suggerimenti e notizie che ho ricevuto tramite la rete.

Ha recentemente presentato un disegno di legge volto a salvaguardare i blog dall’essere considerati strumenti editoriali e assoggettati quindi alle regole della carta stampata. In particolare poi ha modificato il provvedimento con l’aiuto degli utenti della rete e dei vari social networks. Un vero esempio di concertazione ed emendabilità attraverso internet. Ma il provvedimento andrà avanti?

Me lo auguro. In questi giorni sto raccogliendo le firme tra i colleghi deputati, e mi pare che la condivisione del testo sia ampia e trasversale. Certamente la Camera, specie per quanto riguarda le proposte di iniziativa parlamentare, ha tempi non brevi, ma confido che un testo che mi pare realmente liberale possa ottenere un consenso ad ampia maggioranza.

Al di là del caso, comunque emblematico, del blog, ritiene che la Politica debba intervenire per regolamentare la rete in maniera organica?

Qualcuno sostiene che internet non debba avere leggi. Io non sono d’accordo: internet non è e non può essere “terra di nessuno”. Sono al contrario necessarie leggi che lo rendano davvero libero ma al contempo siano una tutela per i fruitori della rete. Proprio ieri ho annunciato sul mio blog i miei prossimi progetti che riguardano la rete: una proposta di legge anti-phishing ed una delega al Governo per rendere possibile la sottoscrizione di proposte di legge e richieste di referendum direttamente online. Mi pare che si stia aprendo un dibattito molto interessante.

Gli sviluppi di internet e le sue varie applicazioni sono spesso considerati e magari più utilizzati dalla Sinistra in generale. Lei dimostrerebbe che le cose non stanno più così. Vuole farsi portavoce di una tendenza diversa o ritiene che nel suo partito vi sia la volontà di dare più valore a questi aspetti?

Forse in passato è stato così, ma credo che il vento stia cambiando. Non è un caso che la proposta definita “ammazza blog”, quella che voleva obbligare tutti i blog a registrarsi, provenisse da un deputato del PD. E non dimentichiamoci che il nostro leader è Silvio Berlusconi, un uomo che ha fatto la storia della comunicazione in Italia, e che certamente ha capito quanto è divenuta importante la rete internet e quanto la si deve utilizzare anche in politica.

Infine, cambiamo argomento. È in politica da diverso tempo anche se è alla sua prima legislatura nel Parlamento Nazionale. Qual è il suo rapporto quotidiano con le aule parlamentari e come giudica i primi mesi di questa esperienza?

È un’esperienza davvero interessante. Mi sto impegnando al massimo per non tradire la fiducia degli elettori, sto cercando di realizzare molte iniziative che, nel mio piccolo, spero possano contribuire a migliorare ed innovare il nostro Paese. In aula sono sempre presente (gli ultimi dati diffusi dalla Camera mi danno il 99,36% di presenze alle votazioni), ed anche oggi, pur essendo influenzato, mi sono alzato alle 5.30 per prendere il volo Genova-Roma delle 7.45. Credo che fare il deputato in modo serio sia impegnativo. Si sta a Roma, a seconda delle volte, da 3 a 5 giorni la settimana. Inevitabilmente si sacrifica tempo alla famiglia. Poi alcuni di noi hanno attività professionali da seguire: io sono avvocato e quando sono a Roma vivo al telefono con i miei collaboratori. Cerco di seguire sempre tutto in prima persona, dalle e-mail che ricevo dagli elettori, all’attività professionale, a quella parlamentare. È faticoso, ma delegare tutto ad altri sarebbe troppo facile ed anche noioso.

In questi ultimi anni sta spirando sempre più forte il vento dell’antipolitica che allontana i cittadini dalle classi dirigenti. Sente questo come un problema fondamentale del nostro Paese e cosa può fare la politica per cambiare questo rapporto con l’opinione pubblica?

Credo che il tempo dell’antipolitica sia già passato. Ed è durato poco. I cittadini stanno ricominciando a credere nella politica, non quella urlata ma quella ragionata. Molto spesso a Genova, dove sono coordinatore di Forza Italia, organizziamo gazebo e presidi per le strade, per avvicinare i cittadini alla politica. In moltissimi si fermano, chiacchierano con noi, si mostrano molto interessati. Certo anche la politica non può chiudersi nei palazzi ma deve tendere la mano. Noi cerchiamo di farlo, e credo che i cittadini se ne stiano rendendo conto.

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