
Oliviero Toscani è un personaggio controverso ma che conosce meglio di altri il modo con cui funzionano i mezzi di informazione e al tempo stesso di come si formano e si sedimentano le opinioni delle persone.
Per questo mi ha colpito la sua intervista, pubblicata domenica su Repubblica, sul caso Eluana.
La sua volontà di fotografare come quella ragazza si era trasformata fisicamente dopo 17 anni di stato vegetativo.
Toscani riesce a dire in poche frasi una verità su cui da qualche giorno stavo riflettendo e che avevo condiviso con alcuni colleghi e amici.
E cioè che che gran parte del dibattito, anche quello politico, fosse fuorviato e a volte volutamente strumentalizzato sulla base di un equivoco di fondo: che l’Eluana del cui destino si stava discutendo, fosse la stessa delle foto che da anni mostravano i familiari.
E cioè, per dirla con le parole di Toscani “fosse ancora quella bella ragazza mora e piena di vita”.
Chi l’ha vista nella sua agonia, come la giornalista della RAI Marinella Chirico oppure il Governatore della Regione Friuli Renzo Tondo, ha avuto modo di conoscere una realtà ben diversa.
Toscani, nella sua breve intervista, ha dunque ragione nel sostenere che il padre stesse sbagliando “completamente strategia comunicativa”.
Ma il suo sottrarsi alla logica dei media declinando la disponibilità di Toscani, e invitando al tempo stesso Berlusconi e Napolitano ad andare a trovare la figlia per verificare le sue reali condizioni, assume un significato morale di indubbio valore.
Coerente con quello che sono state le sue scelte di cittadino consapevole dei propri diritti in nome dei quali si è sottoposto ad una gogna mediatica inenarrabile.




{ 1 commento }
Comprendo il pensiero di Oliviero Toscani ma trovo terribile pensare che il Signor Englaro dovesse addirittura avere una “strategia comunicativa”, neanche fosse un politico in campagna elettorale.
Aver fatto ruotare tutto intorno al “ciò che era” e “ciò che non è più” è stato fuorviante ed è, a mio avviso, il grande problema di tutta questa vicenda.
Avremmo dovuto ragionare (e lo dovremmo poter fare anche in futuro) esclusivamente su quella che è stata la volontà di un individuo anche ricostruendola, come in questo caso.
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