Il Parlamento delle indagini (conoscitive)

scritto da Redazionemercoledì 25 febbraio 2009

in Approfondimenti

Camera dei Deputati

In queste settimane si è ritornato a parlare del ruolo del legislatore e della lentezza dell’attività Parlamentare, sempre più messa in discussione dal ruolo preminente del Governo.

Tra decreti – leggi e fiducie – il Governo sta assumendo in questi anni una linea chiara. L’attuale esecutivo è arrivato alla 12° fiducia, in meno di un anno dal suo insediamento. Il Governo Prodi ne aveva chieste più di 30 in 22 mesi con l’attenuante di una maggioranza risicatissima. Il precedente Governo Berlusconi II ne aveva totalizzate 29 in tre anni e 10 mesi.

Quindi, un trend abbastanza chiaro a prescindere da ampia o risicata che sia la maggioranza. Una necessità sentita dall’esecutivo per sveltire le procedure Parlamentari, evidenziata anche dal recente scontro istituzionale. Sul tema si potrebbe discutere a lungo. Infatti, i decreti legge sono il più delle volte modificati se non stravolti rispetto alle iniziali versioni approvate dal Consiglio dei Ministri, ma vi sono anche esempi recenti di leggi approvate in tempi record se supportate da una forte volontà politica.

In generale però il numero dei provvedimenti non di urgenza portati avanti rimane bassissimo ed alle Commissioni Parlamentari non resta che consolarsi con altre attività, specie quelle conoscitive.

Tra le cose che saltano subito all’occhio vi è l’esorbitante numero di indagini conoscitive in corso nei due rami Parlamentari. Più di quaranta, sulle materie più disparate.

Si va dall’aumento dei prezzi agli strumenti finanziari, dal trasporto infermi, alla violazione dei diritti umani, dagli incendi boschivi agli organismi geneticamente modificati e persino sulla fusione nucleare.

Ma cos’è un’indagine conoscitiva?

È una procedura informativa che ogni commissione, nelle materie di propria competenza, può disporre, diretta ad acquisire notizie, informazioni e documenti utili alle attività della Camera. A tal fine si tengono apposite sedute alle quali possono essere chiamati ad intervenire ministri, funzionari ministeriali, amministratori di enti pubblici, rappresentanti delle Regioni, Province o Comuni, di organizzazioni private, di sindacati e qualsiasi persona esperta nelle materie oggetto dell’indagine. L’indagine si conclude normalmente con l’approvazione di un documento che dia conto dei risultati acquisiti.

È un momento in cui il politico nazionale può confrontarsi con il privato o con i rappresentanti locali ed avere più informazioni e documenti in relazione ad alcune materie ed all’attività di tali soggetti. Ma oltre a questo pur lodevole aspetto, gli obiettivi e le conclusioni delle indagini lasciano spesso il tempo che trovano. Vi sono numerosi esempi di indagini conoscitive, dal G8 di Genova fino alle indagini sulle infiltrazioni mafiose o sulle intercettazioni telefoniche, che hanno portato a delle conclusioni parziali o semplicemente sono state dimenticate in un cassetto.

Nella tabella (liberamente scaricabile in formato Pdf) sono indicate le indagini conoscitive in corso e quelle già terminate relative a questa legislatura, suddivise per commissione. Non sono state considerate alcune indagini annunciate ma ancora da deliberare.

Fonte foto: Camera.it

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