Chi di sciopero ferisce…

scritto da Redazionemercoledì 4 marzo 2009

in Approfondimenti

Sono in sciopero

Nell’ultimo Consiglio dei Ministri il Governo ha approvato un disegno di legge che regolamenta i conflitti di lavoro collettivo, con riferimento al settore critico dei trasporti. Si tratta di 5 articoli che rivedendo la legge 146 del 1990 delegano il Governo ad emanare entro un anno, uno o più decreti legislativi diretti a realizzare un migliore e più effettivo contemperamento tra esercizio del diritto dello sciopero e diritto alla mobilità.

Nel corso dell’ultimo anno, nel settore dei trasporti, sono stati oltre 500 scioperi, quasi due scioperi al giorno tra nazionali, locali e a rilevanza nazionale. Il provvedimento del Ministro Sacconi, parte dalla relazione della Commissione di Garanzia nel biennio 2007-2008, che ha contato oltre 4.000 proclamazioni di sciopero pervenute. C’è da dire che poi, in realtà gli scioperi effettuati sono stati oltre 2600, poco più che la metà di quelli proclamati.

Analizzando l’articolato, nell’ordine questi sono i punti principali:

  • Proclamazione dello sciopero e referendum preventivo: Per proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sarà necessario un referendum consultivo preventivo obbligatorio. A meno che non si tratti di proclamazioni da parte di sindacati che hanno più del 50% di rappresentatività. In aggiunta, nei servizi di particolare rilevanza, serve anche l’adesione preventiva da parte del singolo lavoratore.
  • Sciopero Virtuale: l’istituto dello sciopero virtuale può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale. Un lavoratore può dichiarare l’astensione dal lavoro ma in realtà presta comunque la sua attività, con la possibilità di perdere però la retribuzione che insieme alla somma che deve erogare l’azienda, viene poi destinata a fini sociali. Tale istituto trova molto favorevole la UIL che da tempo ne è sostenitrice. Lo stesso Partito Democratico ha già presentato in Parlamento con Treu ed Ichino dei disegni di legge sul tema (senza la comunicazione preventiva di aderire allo sciopero).
  • Norme anti-effetto annuncio: È prevista la comunicazione con un ampio anticipo della revoca dello sciopero per evitare che il solo effetto annuncio possa portare disagi ai cittadini.
  • Riforma della commissione di garanzia: al posto della commissione di garanzia nasce la commissione per le relazioni di lavoro a cui saranno attribuiti competenze di natura arbitrale e conciliativa, e di verificare l’effettivo grado di partecipazione agli scioperi e scambierà informazioni con le autorità amministrative competenti per l’adozione della ordinanza di precettazione. Si passa da 9 a 5 commissari.
  • Alcune proteste vietate: è previsto il divieto di forme di protesta o astensione dal lavoro lesive, anche per la durata o le modalità di attuazione, del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione anche attraverso l’individuazione, nei contratti e negli accordi collettivi relativi a servizi non essenziali, di specifiche formalità e procedure per la proclamazione.
  • Sanzioni: il governo sarà delegato a rivedere e aggiornare il regime sanzionatorio, (le multe), nel caso di violazione delle regole sul conflitto da parte dei promotori del conflitto, delle aziende che tengono comportamenti sleali e dei singoli lavoratori, con specifico riferimento al fenomeno degli scioperi spontanei. Le sanzioni individuali previste dalla normativa sulla regolamentazione del diritto di sciopero sono riscosse da Equitalia e non più dai datori di lavoro.
  • Autotrasporto: il DDL intende regolamentare anche lo sciopero nel settore dell’autotrasporto attraverso l’attribuzione di specifiche competenze e funzioni di natura arbitrale e conciliativa, anche obbligatorie o su richiesta delle parti.

La palla passa ora al Parlamento. Il Ministro Sacconi ha voluto precisare come la normativa sia esclusivamente rivolta ai trasporti, auspicando che nell’arco di dieci mesi si possa arrivare all’operatività della legge.

Fonte foto: Quartabozza.com

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