Tu vuo’ fa l’americano

scritto da Isabella Toppettavenerdì 6 marzo 2009

in Elezioni, Politica interna

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Era il millenovecentocinquasei e Renato Carosone (complice il suo paroliere Nicola Salerno) regalava all’Italia una fotografia divertente e un po’ impietosa del suo cittadino medio.
Una canzone destianata ad entrare nell’olimpo della musica italiana, ad essere ricordata e canticchiata nei decenni a venire ma soprattutto ad esportare, al di fuori dei patri confini, l’immagine nostrana.
Che gli italiani abbiano e abbiano sempre avuto una “passione” o se preferite “una preferenza” per l’America -  compiandone (e a volte scimmiottandone) praticamente un po’ tutto – non è un segreto per nessuno, tanto meno per i corrispondenti esteri residenti nel Bel Paese.

E’ successo così, che passate le elezioni presidenziali americane, s’è scatenata una corsa tra i partiti italiani (durata poco per la verità) a chi avesse o riuscisse a trovare al suo interno il famigerato “Obama italiano”.

Non c’è riuscito nessuno. Ovviamente.
Sarà perchè i partiti guardavano nella direzione sbagliata, le proprie alte sfere.
O forse perchè effettivamente trovare uno che fosse alto, bello, simpatico, intelligente, travolgente, coinvolgente e abbronzato (senza contare i milioni di dollari della campagna elettorale) non era il classico “gioco da ragazzi”.

Ci sono riusciti ( a detta loro) proprio gli americani.
O almeno è quello che sostiene il corrispondente in Italia del settimanale Time che con l’articolo “Has Italy’s Left Found its Own Obama?” individua in Matteo Renzi – “trionfatore” alle primarie che il Pd ha svolto per individuare il futuro candidato sindaco di Firenze -  l’omologo obamiano.
A leggere l’articolo, il corrispondente del Time si dimostra un buon conoscitore degli usi e costumi dell’Italia.
Il parallelo, però,  sembra un po’ forzato.
Vediamo allora, perchè, secondo il Time, Renzi è l’Obama italiano.
Motivo 1. Perchè è uno che ha saltato la fila ed invece di attendere che il partito lo piazzasse a fare il candidato sindaco lui, in gara, ci si è messo da solo.

Facciamo un passo indietro.
Matteo Renzi (ex margherita), 34 anni e la faccia da bambino (come scrive il Time) è l’attuale Presidente della Provincia di Firenze.
Carica, a detta sua, ottenuta a soli 29 anni perchè è quella carica che il Partito aveva pensato per lui.
Quando il Pd indice le primarie per il Comune, lui si propone e gli viene risposto che sempre il Partito voleva, invece, che si ripresentasse di nuovo per la provincia e che per fare il sindaco c’era “una fila da rispettare”.
Renzi non ci sta, sfida e batte gli altri candidati, “uomini sostenuti dal partito” come Michele Ventura (deputato ed ex Ministro Ombra per l’attuazione del Programma del Pd) e Lapo Pistelli (deputato, e responsabile Relazioni Internazionali del Partito Democratico).

Motivo 2. E’ giovane. Come Obama.
Cosa insolita nella nostra politica. Il Time, peraltro, lo aveva già indicato nel 2006 tra i 40 giovani da tenere sott’occhio.

Motivo 3. Ha fatto largo uso dei “nuovi strumenti di comunicazione” come facebook. Come Obama.

Movito 4. Ha un approccio pratico alla politica. Come Obama.

Sono questi motivi sufficienti per fare di Matteo Renzi l’Obama italiano?
Probabilmente no.
Sono motivi questi per sostenere magari che “il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette”, come cantava un altro mito della musica italiana.

Quello che lascia perplessa, chi scrive, non è tanto il paragone con Obama.
Gli americani lo sanno della nostra passioncella per loro ed è normale che contribuiscano ad alimentarla.
In fondo non s’è mai visto un politico che scatenasse una caccia al Sarkozy italico, al Blair italiano o allo Zapatero dello stivale.
E’ vero  che Sarkozy, Blair e Zapatero non sono Obama o meglio ciò, che in potenza, può rappresentare.
Ma non sono nemmeno Berlusconi o Veltroni.
Diciamo che nelle rispettive patrie hanno saputo fare di meglio di quanto ci abbia restituito la nostra politica negli ultimi 15 anni.

Quello che più lascia perplessi è che Matteo Renzi, non viene indicato semplicemente come l’Obama italiano ma come l’Obama della Sinistra italiana.

Sul Blog “lenoteamargine”, Renzi viene scherzosamente definito così: uno nuovo del PD, giovane,”bravo ragazzo”, simpatico, ambizioso, intelligente e di centrodestra.
Durante un intervista della trasmissione “le invasioni barbariche”, Daria Bigliardi lo apostrofa: “ma lei è proprio di destra”!

Evidentemente c’è qualcosa che non va.

D’altronde basta vedere alcune sue posizioni per escludere qualsiasi comunanza d’intenti con uno come Vendola, ad esempio.
Sciopero CGIL:  “non è stata un’idea brillante”.
Matrimoni gay: “Contrario”.
Legge su unioni civili: ” Possono bastare gli accordi privatistici”.
Legge 194: “Sarei per applicarla”.
Eutanasia:”Contrario”.
Liberalizzazione droghe leggere:”Contrario”.

Insomma, definirlo un uomo di “sinistra” sembra un po’ azzardato.

Definirlo un uomo del Pd, meno. Ora come ora, s’intende. Anche se aver definito Franceschini “un vice disastro”, non deve avergli attirato tante simpatie.

E forse è questo quello che tra le righe, si può leggere nell’articolo del corrispondente del Time.
L’uomo giusto per il Partito giusto.

Di centro.

Tag: Barack Obama, Firenze, Matteo Renzi, Renato Carosone

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