La riforma elettorale in Campania è legge: il via libera del Consiglio Regionale è arrivato ieri dopo una seduta fiume iniziata alle 13 di mercoledì e finita ieri mattina alle 6:30. I voti favorevoli sono stati 34 (Pd, La Sinistra, Pse, Mpa), 4 le astensioni e 12 i contrari (Fi, An e Udeur).
Vediamo un po’ di ricapitolare le novità principali del nuovo sistema elettorale campano a confronto con il vecchio sistema.
La precedente legge elettorale (c.d. Tatarellum) era basata su un sistema a turno unico che attribuiva l’80% dei seggi con preferenza unica e ripartizione proporzionale. Caratteristica principale di questo modello era il listino bloccato (in Campania composto da 12 nomi) che rappresentava il premio di maggioranza attribuito alla coalizione vincitrice.
La nuova legge:
- ribadisce l’elezione diretta del Presidente della Regione
- cancella il listino bloccato (il premio di maggioranza viene ripartito tra le liste collegate al candidato proclamato presidente che ottengono almeno il 60% dei seggi in Consiglio)
- prevede che nelle liste ciascuno dei due generi non possa essere rappresentato nella misura superiore a 2/3
- prevede la possibilità di esprimere una seconda preferenza per un candidato di genere diverso; nel caso di indicazione di candidati dello stesso genere viene considerata valida solo la prima preferenza.
Un cambiamento positivo e uno di dubbia utilità. Quello positivo è senz’altro l’abolizione del listone che rappresentava il mezzo per far entrare chiunque in Consiglio. Quello di dubbia utilità è la possibilità della doppia preferenza: paradossalmente una donna potrebbe ottenere più voti di un candidato uomo senza essersi spesa troppo in campagna elettorale. Alterazione di parità tra i concorrenti?…..Si vedrà….
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