Il 23 aprile scorso il Presidente del Consiglio ha deciso di spostare il G8 dalla Sardegna a L’Aquila per risparmiare denaro e risorse da utilizzare per la ricostruzione. Inoltre, ha aggiunto, “in questo modo si porterà l’Abruzzo al centro dell’attenzione mondiale”. Si sa, quando sei sotto gli occhi del mondo anche le tende sembrano castelli.
Spostando la riunione dei leader del mondo a L’Aquila, precisamente nella sede della scuola dei sovrintendenti degli ispettori della Guardia di finanza a Coppito (piccola frazione de L’Aquila) si risolveranno molti problemi organizzativi secondo il premier: non dovrà spostarsi in macchina per parlare con i giornalisti come in Scozia, i no global non verranno certo a protestare tra gli sfollati e a distruggere tutto come a Genova, e i più importanti leader del mondo dimostreranno la loro solidarietà all’Italia.
Tutto risolto quindi? Non si direbbe: il primo a dissentire è stato, giustamente, il presidente della Sardegna Ugo Cappellacci il quale, non essendo stato nemmeno avvisato del trasferimento, ha sottolineato come il trasferimento del vertice in Abruzzo comporti “problemi di natura tecnica e organizzativa che non possono consentire lo spostamento del summit in termini operativi”. Una risposta entusiasta non è arrivata nemmeno dalla popolazione abruzzese, convinta sempre più, di essere protagonista di un enorme spot elettorale e desiderosa solo di tranquillità.
Ma si risparmierà davvero da questo trasferimento o si aggraverà ancora di più la situazione in Abruzzo?
Attraverso alcune considerazioni trovate sul web, abbiamo cercato di analizzare meglio la situazione. Partiamo anzitutto dal fattore tempo: in Sardegna stavano lavorando da tempo sui collegamenti tra le città, sulle strutture ospitanti, sulle misure di sicurezza e nel complesso mentre i lavori che inizieranno in Abruzzo avranno 60 giorni circa per adeguare le location, per pensare alla sicurezza del personale dei differenti capi di stato e all’organizzazione nel suo complesso.
Inoltre i lavori avranno un costo più alto dettato dal carattere d’urgenza e dalle condizioni sfavorevoli del contesto ambientale (muoversi, dormire, rischio di nuove scosse, ecc). Senza contare che i lavori iniziati in Sardegna dovranno essere comunque ultimati in vista del G8 sull’ambiente che dovrebbe tenersi in autunno sull’isola. E in ogni caso non pare possibile l’abbandono di strade, edifici e porti in costruzione e la sospensione dei pagamenti per i progetti ormai in dirittura d’arrivo da parte della nuova giunta di centro destra.
L’altro punto critico di questa proposta è proprio l’aspetto organizzativo: anzitutto il trasferimento dalla Maddalena all’Abruzzo delle forze lavorative, in più l’organizzazione del G8 porterà anche ad un maggiore uso della forza militare, causando molte più difficoltà di movimento nel territorio abruzzese. Bisogna considerare inoltre che il responsabile del G8 è lo stesso sottosegretario Guido Bertolaso a capo della Protezione civile: nei giorni del summit e anche prima non potrà dedicare, giustamente, le stesse attenzioni ad entrambi i fronti.
Resta infine il problema delle location: la sede della Guardia di finanza a Coppito non potrà ospitare agevolmente gli otto grandi della terra, i rispettivi staff, i giornalisti, agenti di sicurezza e militari e code varie più di venticinquemila persone in totale quindi bisognerà comunque trovare altre sistemazioni (si ipotizza anche Roma con relativo su e giù giornaliero).
Tornando infine ai meri numeri, leggendo un intervista di Bertolaso, sulla Repubblica del 25 aprile i soldi che si risparmieranno con questo G8 saranno i 118 milioni di euro per la sicurezza. Ma che dire allora di tutti i costi organizzativi e non di cui abbiamo parlato prima?
Vabbè si sa che in campagna elettorale gli errori, specialmente durante gli spot, sono sempre amplificati.
Fonte foto: Flickr
Tag: Abruzzo, G8, L'Aquila, Sardegna, Silvio Berlusconi




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