Un anno di lavoro

scritto da Isabella Toppettamercoledì 13 maggio 2009

in Approfondimenti

Governo Berlusconi

È tempo di bilanci e, ad un anno dall’inizio della XVI legislatura, c’è chi come il sempre ottimo staff de “lavoce.info” tira le somme del lavoro svolto dal IV governo “targato” Silvio Berlusconi.

Per la verità le somme, questo Governo, se l’è tirate anche da solo.

Secondo la relazione presentata a Palazzo Chigi dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ad esempio, in soli 12 mesi il Governo ha varato 105 provvedimenti (di cui 35 nella forma del Decreto Legge), 63 dei quali approvati definitivamente, pari al 60% del totale.

135 in venti mesi, invece, i provvedimenti varati dal Governo Prodi, di cui, però, soltanto 36 approvati in via definitiva (pari al 26% del totale).

Sicuramente meno tecnico e più entusiasta (forse perché alla sua prima esperienza di Governo?) il commento del Ministro Brunetta che qualifica “ottimo e abbondante” il lavoro dell’Esecutivo, ricorda che anche “in un momento difficile come questo l’Esecutivo è al top mondiale dei consensi” e che la ricetta per vincere è lo “spirito di squadra“.

Sul sito del Popolo della Libertà, infine, si può trovare un resoconto dettagliato (non è dato sapere, purtroppo, predisposto da chi) delle misure messe in campo con un incipit (se è concesso) un po’ stravagante: “Nel primo anno di governo abbiamo mantenuto la parola, lo Stato è tornato a fare lo Stato (?) e gli italiani hanno capito che il governo è al loro fianco per sostenerli, incoraggiarli e fare in modo che ciascuno possa vivere nel modo più libero possibile (??).

Pur condividendo l’idea che il maggior partito italiano dalle pagine del proprio sito sia legittimato a “spararle un po’ grosse”, come si suol dire, non è chiaro, comunque, cosa facesse lo Stato prima dell’avvento del IV Governo Berlusconi né in che modo quest’anno ci abbia regalato la possibilità di vivere “nel modo più libero possibile”.

Il pensiero, infatti, non può non correre, piuttosto velocemente, al ricordo del caso Englaro e di quella proposta di legge che, molto opportunamente (sia per la Maggioranza che per l’Opposizione) giace in quel limbo a cui le imminenti elezioni (leggasi campagna elettorale) l’hanno relegata in attesa di “tempi più maturi”.

Proseguendo nella lettura, comunque, si incontrano via via tutte le misure adottate dal Governo: dalle misure per fronteggiare la crisi globale, con la messa in sicurezza dei conti pubblici con una legge finanziaria “anticipata” (e per la prima volta impostata su base triennale) alle misure per le famiglie.

Abolizione ICI; stop dell’aumento dei mutui a tasso variabile; abolizione ticket sanitari, bonus famiglia, carta acquisti e Fondo per i nuovi nati.

Dal Piano casa (con una piano per la costruzione di nuovi alloggi) alla “Lex Silvia” (??) per facilitare l’ampliamento di abitazioni già esistenti.

Dagli interventi per i settori “in sofferenza” (auto, moto, veicoli commerciali) agli incentivi per il “rientro dei cervelli in italia”, passando per i Bonus per l’acquisto degli elettrodomestici, nuovi ammortizzatori sociali, maggiori tutele per i lavoratori a progetto e sostegno all’imprenditoria giovanile.

Dall’emergenza rifiuti a Napoli all’emergenza Alitalia. Fino all’emergenza Abruzzo.

Dallo stalking ai “volontari per la sicurezza in accordo coi prefetti” (le ronde?).

Dalla priorità ai processi per reati gravi al Lodo Alfano.

Passando ancora per la riforma della scuola, dell’università e della P.A.

Fino all’approvazione del Federalismo Fiscale.

E tanto altro ancora.

Un anno impegnativo, insomma, per quello che è stato definito (o piuttosto s’è autodefinito) il “Governo del fare“.

Un Governo attivo, insomma.

Di diverso avviso, invece, gli economisti de “lavoce.info” che nel tirare le somme di questo primo anno lo sintetizzano nella formula “tanti titoli, zero riforme” e lo bollano come un Esecutivo sostanzialmente “immobile”.

Un lavoro, quello del Governo, che stando all’articolo, “ha permesso di conquistare spesso i titoli di apertura dei giornali, ma le misure effettivamente varate si contano sulle dita di una mano“.

Secondo l’economista Tito Boeri, infatti, sebbene il Governo abbia dato prova di maggior attivismo rispetto al precedente esecutivo, agli annunci, dopo un anno “non hanno fatto seguito atti concreti” ma leggi delega, come quella sul federalismo, che sono niente più che un contenitore vuoto. E soltanto sulla carta – prosegue l’economista – sono rimasti anche i 4 piani casa annunciati, mentre, le misure effettivamente varate “si contano sulle dita di una mano: la rimozione del divieto di cumulo fra pensioni e attività di lavoro, il cosiddetto lodo Alfano, le misure sulle società quotate e i Tremonti-bond. E nessuna di queste misure può essere considerata una riforma”.

Dove riforme proprio non se ne vedranno, conclude, è in materia di lavoro e politiche previdenziali (nessuna riforma degli ammortizzatori sociali, dei percorsi d’ingresso nel mercato del lavoro, o interventi per legare le pensioni all’andamento dell’economia).

“E nel silenzio di tutti” – ricorda Boeri – “la Camera ha reintrodotto il più generoso sistema contributivo. Ovviamente solo per i parlamentari”.

Fonte foto: Wikimedia

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