Nutella Nutellae

scritto da Isabella Toppettagiovedì 28 maggio 2009

in Approfondimenti

Nutella Nutellae

Nutella omnia divisa est in partes tres.

Ve lo ricordate?

È il celebre incipit di un divertentissimo libriccino di Riccardo Cassini (uno degli autori di Fiorello) che, parafrasando il più famoso incipit de il de bello gallico di Cesare, canta le lodi di una delle creazioni più entusiasmanti dell’uomo: la nutella.

Seconda solo all’invenzione della motocicletta (si capisce).

Parafrasando Cassini, che parafrasa Cesare, prendiamo in prestito la summa divisio (anche se le categorie sono tre) e l’applichiamo, semplicisticamente, all’elettore italiano.

L’appartenenza politica di un elettore italiano (per quanto il discorso potrebbe valere anche fuori dai nostri confini) si misura a seconda che l’elettore:

  • ci creda per davvero (ideologismo)
  • si sia convinto a crederci (berlusconismo)
  • decida a seconda del momento (opportunismo).

L’ultima categoria di elettore è quella che, personalmente, trovo più interessante, soprattutto perché consente un’ulteriore suddivisione basata, questa volta, sull’eterna questione: cosa sposta il voto degli indecisi?

Una teoria, per quanto minoritaria, vuole che l’elettore legga, se non tutto almeno in parte, il programma elettorale dei candidati per formarsi un’opinione o, quantomeno, lo ricostruisca grazie agli organi di stampa.

Una seconda teoria, che va per la maggiore, vuole, invece, che la scelta sia indirizzata da caratteristiche personali, generalmente del Leader del partito.

Prodi, ad esempio, era considerato “soporifero”. D’Alema “antipatico”. Casini “belloccio”.

Il nostro Premier è, quasi unanimemente, considerato (tra le altre cose) simpatico oltre che, ovviamente, piuttosto carismatico.

Cosa che, pare, gli abbia regalato una valanga di consensi.

La scomparsa, nelle ultime settimane, di qualsiasi accenno al programma elettorale dei nostri candidati al parlamento europeo, ad esempio, dai principali quotidiani nazionali, sembra essere la conferma di questa teoria.

Sebbene sia vero che l’elettore italiano sia scarsamente interessato ad un Parlamento che non sente vicino e di cui, difficilmente conosce il funzionamento, è anche vero che sapere cosa andranno a fare gli “azzurri” nei prossimi anni, potrebbe rivelarsi interessante (anche per i non addetti ai lavori).

L’Europa, in fondo, non è poi così distante.

La prematura dipartita dei contenuti della campagna elettorale dai giornali italiani, come la “morte in culla” del referendum del resto, sono da addebitarsi (oltre al generale disinteresse), comunque, ad un’unica persona, la Signora Lario.

Colpevole di “distrazione dell’opinione pubblica”, infatti, ha imposto alla stampa italiana e, all’italico elettore, argomenti più “coinvolgenti”, provocando una serie di domande che, ancora senza risposta, potrebbero ripercuotersi sulle prossime elezioni.

Tralasciando gli aspetti più “fantasiosi” della vicenda (è il padre, il nonno, lo zio) e lasciando a ben altri organi di informazione il compito di appurare una “verità” che solo in pochi declassano a mero “gossip politico“, una domanda s’impone: sapere se e perché il Premier “frequenti minorenni” e in che senso si debba intendere quel “frequenti”, sposterà il voto degli indecisi?

Per ottenere una risposta che sia certa, ovviamente, occorrerà attendere i risultati delle elezioni di giugno.

Una prima conseguenza comunque, la possiamo già registrare: la guerra “fratricida” (riportata da un articolo de il “Corriere della Sera“, dal titolo “I finiani e il velinismo: «Elettori a disagio»“) che, tutta interna al PDL, s’è scatenata tra il “Secolo d’Italia” e “Libero” accusato (dal primo) di «velinismo maschilista» per aver scritto che gli elettori di centro-destra “se ne infischiano del tormentone di Noemi con Berlusconi, dato che gli italiani vorrebbero peccare come lui” (non è chiaro se lo vorrebbero anche le elettrici).

Uno scontro, quello tra le due testate giornalistiche, al quale non si sono sottratti neanche ex Aennini doc come il Ministro La Russa (non più molto in sintonia con il proprio partito di appartenenza, negli ultimi tempi) che invita l’ex giornale di An ad evitare di “far critiche per fare scandalo”.

Un terremoto mediatico, quello in corso, che non lascia indifferente neanche il Leader della Lega Nord, Bossi, che, sempre secondo un altro articolo de il “Corriere della Sera” (E il premier fa la conta dei nemici), non sembra del tutto convinto della permanenza del Premier alla guida dell’attuale Esecutivo per i tutti i restanti 4 anni della legislatura.

Una situazione complicata, insomma, che inizia, a quanto pare a far gola anche all’Opposizione che, rimasta sullo sfondo sino ad ora, entra maldestramente in scivolata con un’ennesima domanda, formulata dal Leader del Pd, Franceschini: fareste educare i vostri figli da quest’uomo?

Un’uscita chiaramente infelice.

Una prima vittima certa dell’affair Noemi, comunque, già c’è.

Il Ministro Renato Brunetta (evidentemente confuso dagli ultimi avvenimenti) che intervistato dal settimanale “Oggi” rivela: “Il Pdl è di centrodestra? Sbagliato. Siamo eredi del grande centrosinistra che cambiò l’Italia”.

E siamo solo all’inizio.

Fonte foto: Comix.it

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