Convegno: la svolta digitale

scritto da Andrea Rosiellomercoledì 24 giugno 2009

in Convegni

ore 9.30

Mi trovo al Convegno organizzato dalla Fondazione Einaudi in collaborazione con l’IT Media Counsulting sul futuro delle nuove tecnologie e dell’informazione. Per la prima volta in questo blog proverò a fare una piccola cronaca in diretta del convegno, riportando i punti più importanti.

ore 9.45

Il primo intervento è di Roberto Einaudi che ha parlato della Fondazione e delle precedenti edizioni de “La svolta digitale” giunto quest’anno alla settima edizione. Ha parlato poi di internet sottolineando le differenze con la televisione e la stampa: a differenza della prima permette una comunicazione che stimola a riflettere maggiormente chi ne usufruisce, a differenza della seconda permette a parità di approfondimento l’immediatezza delle notizie. Ha infine citato Luigi Einaudi: “Giornalisti sono tutti coloro che hanno qualcosa da dire o che semplicemente sentono di poter dire meglio o presentar meglio la stessa idea che altri dicono o presentano male”.

10. 00

Enzo Cheli (Presidente del Consiglio superiore delle Comunicazioni) ha parlato del passaggio al digitale terrestre e del rapporto tra i giovani, specialmente quelli intorno ai 20 anni, con internet: sono infatti sempre più attratti dall’utilizzo di internet non solo per lo svago ma anche, e sopratutto, per informarsi. Internet sta diventando una valida alternativa ai giornali con conseguente spostamento degli investimenti pubblicitari. Tale processo si lega in particolare allo sviluppo della banda larga della quale parlerà meglio Caio nel suo intervento.
Ha parlato infine di come la crisi economica mondiale si riflette anche nelle nuove tecnologie riducendo gli introiti e gli investimenti. Ha auspicato infine un intervento più attivo e coordinato delle politiche industriali europee per contrastare la crisi, a partire dalla definizione di standard unitari ed omogenei che portino discipline antitrust omogenee in Europa.
Dal punto di vista dei contenuti ha sollevato, infine, il problema della tutela del diritto d’autore nello scenario digitale: con la sempre maggiore crescita di internet e conseguente diffusione della conoscenza sarà sempre più complicato regolamentare questo settore.

10.20

Per Antonio Pilati, componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, bisogna risolvere alcuni nodi (a partire dallo sviluppo della banda larga) che impediscono all’Italia di essere all’altezza degli altri paesi europei. Al momento, secondo Pilati, ci sono stati una serie di interventi tesi a favorire un solo operatore. Ha paragonato le diverse tecnologie presenti in Italia a delle “gambe”: alcune sono sviluppate ma altre lo sono molto meno, questo ha reso l’Italia zoppa impedendole di gareggiare adeguatamente con gli altri paesi europei. Questo gap è dovuto in molti casi ad una mancanza di regolamentazione chiara che ha impedito lo sviluppo della concorrenza.
Ha evidenziato infine il problema dei diritti d’autore che rischia di porre dei seri ostacoli all’industria dei contenuti impedendone lo sviluppo e causando quindi ulteriori problemi e ritardi per l’Italia. Bisogna quindi fare chiarezza sull’utilizzo dei contenuti perché, assieme allo sviluppo dell’equa competizione, sarà uno dei punti fondamentali per lo sviluppo dell’Italia.

10.40

È intervenuto finalmente anche Francesco Caio, autore del famoso rapporto, con una serie di brevi considerazioni su banda larga, servizi e futuro. Anzitutto, ha sottolineato Caio, c’è un trend inarrestabile che va oltre la banda larga: si stanno spezzando sempre di più i vincoli fisici che caratterizzavano la fruizione dei media fino a qualche anno fa. Non si lavora più dalle 9 alle 17 e non si guarda più la televisione dalle 19 alle 21. È cambiata la fruizione dei servizi e di conseguenza è cambiata e cambierà sempre di più anche l’offerta: la pubblicità il canone e gli abbonamenti dovranno diventare sempre più fluidi e si dovranno adattare sempre di più ai cambiamenti. Come garantire quindi la qualità e allo stesso tempo la remunerazione dei servizi offerti? Caio ha suggerito anzitutto di guardare all’esempio delle altre nazioni, come ad esempio al caso dell’America dove si sta proponendo di far pagare le notizie su internet. Inoltre ha ipotizzato che il settore televisivo resterà ugualmente importante ma dovrà necessariamente cambiare il proprio meccanismo: non basterà più l’autorevolezza ma sarà la qualità dei contenuti che farà la differenza e veicolerà gli introiti.

11.00

È stato quindi il turno di Roberto Viola Segretario generale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ha parlato della recente digitalizzazione del segnale televisivo iniziato da poco in alcune regioni. Ha sottolineando inoltre lo stretto legame che intercorre tra il digitale terrestre e la banda larga: due sistemi che si parlano sempre di più e vanno “a braccetto”. Nonostante questo stretto legame allo sviluppo del sistema televisivo non corrisponde un adeguato sviluppo della banda larga e larghissima in Italia. Con l’evoluzione del digitale terrestre si è, ovviamente, evoluta la qualità della definizione favorita anch’essa dalla banda larga. Appare quindi scontato che la banda larga è, al momento, l’elemento centrale per lo sviluppo del sistema informativo e delle comunicazioni in Italia. Come rapportarsi allora alla banda larga: garantire il libero accesso a tutti gli operatori o invece permetterà a pochi soggetti l’accesso per favorire la competizione?

11.30 – 12.30

Due tavole rotonde molto brevi hanno, quasi, concluso la giornata di studi: la prima su “Digitale terrestre e Contenuti” durante la quale Gina Nieri (Mediaset) e Giancarlo Leone (Rai) hanno illustrato alcune possibili evoluzioni della creazione e della fruizione dei contenuti per il digitale terrestre.

La seconda tavola rotonda “Switch off: l’emittenza locale e le altre Tv” è stata invece più interessante perché sono state illustrate le problematiche del passaggio dall’analogico al digitale per le emittenti televisive: non solo l’assenza di regole ben precise per il passaggio al digitale (una velata critica all’autorità?) ma sopratutto il grave problema dell’assegnazione dei canali alle emittenti locali relegate a numerazioni a tre cifre e quindi lontane dagli usuali canali di fruizione televisiva.

12.33 – 12.45

Intervenuto, nel mezzo della seconda tavola rotonda, il vice ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani che in pochi minuti ha illustrato i dati aggiornati del passaggio al digitale terrestre. Nell’intervento lampo (12 minuti compresi saluti e applausi) ha, anzitutto, annunciato che proprio ieri è stato risolto il problema della radio digitale grazie alla concessione delle frequenze da parte del Ministero della difesa. Ha ricordato infine che lo sviluppo del digitale terrestre è prodromico allo sviluppo della banda larga e che i finanziamenti promessi per la larga (e larghissima) banda non sono affatto in dubbio.

12.45

Al termine dell’intervento è ripresa la tavola rotonda su “Switch Off ed emittenti locali” con gli interventi di Bianca Papini (La7) e di Roberto Forte (3 Italia).

13.10

Il convegno è finito, molto interessanti tutti i relatori e gli interventi. Un’unica pecca (a livello personale) è stata la relazione lampo di Romani: un intervento in “digitale” rivolto ad una platea quasi del tutto “analogica”.

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{ 4 commenti }

elisa calo' giugno 24, 2009 alle 13:44

bravo Andrea, per il lavoro svolto in tempo reale.
per quanto riguarda i contenuti affrontati nel convegno, mi sembra non ci sia niente di nuovo sotto il sole..ruolo della crisi, assenza di normative precise, il problema del copyright, ritardo nello sviluppo della banda larga, accesso per tutti, o non accesso…Oltre ad evidenziare problemi già noti, sono state avanzate proposte o soluzioni?
i convegni servono per far riflettere, e per far arrivare messaggi a chi sa di doverli ascoltare, ma magari qualche volta, sarebbe bello sentire anche qualche proposta concreta, tangibile, auspicabile…
Non c’ero, e magari mi sbaglio, ma ho l’impressione che si potrebbe fare di più…
bacio
elisa

Andrea Rosiello giugno 24, 2009 alle 15:00

Totalmente d’accordo con Elisa, si sarebbe potuto fare di più (molto di più).
Mi aspettavo qualcosa di più da Romani ma niente, anzi con il suo intervento nel bel mezzo della seconda tavola rotonda, ho avuto l’impressione che l’attenzione del pubblico che si stava creando attorno al discorso delle emittenti locali, sia andata persa.

Augusto Preta giugno 25, 2009 alle 19:48

Visto che il Convegno si incentrava sulla presentazione del Rapporto ITMedia “LA Svolta Digitale” e che era in tempo reale mi chiedo come mai manchi proprio l’intervento in questione… forse eravamo a due convegni diversi.
Augusto Preta

Andrea Rosiello giugno 26, 2009 alle 09:30

Semplicemente perché la diretta era in realtà in differita di circa mezzora e nel riportare gli interventi precedenti ho perso il filo dell’intervento in questione (un po troppo tecnico per me) e non ho voluto quindi riportarlo per evitare errori.
Se vuole possiamo scrivere (con la sua collaborazione) un articolo ad hoc sui contenuti del rapporto presentato così da completare l’argomento. Che ne pensa?

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