Lo strano caso delle tessere del Pd

scritto da Isabella Toppettamercoledì 15 luglio 2009

in Politica interna

Aveva iniziato a parlarne Cristiana Alicata, qualche giorno fa, con un post sul suo blog poi rimbalzato sulla sua pagina di Facebook.

La battagliera “piombina”, che alla seconda edizione del Lingotto ai dirigenti del PD le aveva cantate per bene, denuncia dalle “colonne” del suo spazio virtuale l’ennesima indecenza del suo partito: l’ostruzionismo – in vari modi praticato – verso i nuovi tesserati.

Ai media, quelli più grandi almeno, la notizia deve essere “sfuggita” dal momento che, in questi giorni, s’è preferito parlare di Grillo, come dimostrano gli articoli pubblicati sulla nota vicenda anche oggi.

Un po’ meno in rete dove, alle denunce dell’Alicata, si sono aggiunte anche quelle di un altro piombino doc, Giuseppe Civati, che in un post sul suo blog (riprendendo un articolo del sito “Affari italiani“) ci informa che in provincia di Milano si è arrivati a chiedere l’assurda cifra di 50 euro per tesserarsi.

Completano, il “quadro dello sconforto”,  le notizie che arrivano dalla Campania.

Quando si dice: non c’è mai fine al peggio.

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{ 1 commento }

Vince luglio 15, 2009 alle 17:00

A mio avviso la cosa che deve assolutamente destare preoccupazione è la mancanza di una serie proposta politica da parte dei dirigienti di questo pseudo partito.
Se una forza politica è percepita come poco seria, quindi “faceta”, è ovvio che un comico aspiri strumentalmente a divertarne il leader.
Sui giochini dei tesseramenti purtroppo ci sono le cronache piene ad ogni congresso…da ultimo la conta dello strappo Rifondazione/Vendoliani.
Sabbenerica!

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