"Tutti i democratici sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri"

scritto da Andrea Rosiellogiovedì 16 luglio 2009

in Approfondimenti

Beppe Grillo

“Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza programmi, inciucista, radicata solo nello sfruttamento delle amministrazioni locali. Muta di fronte alla militarizzazione di Vicenza e all’introduzione delle centrali nucleari. Alfiere di inceneritori e della privatizzazione dell’acqua. Un mostro politico, nato dalla sinistra e finito in Vaticano. La stampella di tutti i conflitti di interesse. Una creatura ambigua che ha generato Consorte, Violante, D’Alema, riproduzioni speculari e fedeli dei piduisti che affollano la corte dello psiconano. Un soggetto non più politico, ma consortile, affaristico, affascinato dal suo doppio berlusconiano. Una collezione di tessere e distintivi. Una galleria di anime morte, preoccupate della loro permanenza al potere. Un partito che ha regalato le televisioni a Berlusconi e agli italiani l’indulto.”

È iniziata il 13 luglio con un post sul suo blog e foto di Marx la candidatura del comico genovese alla segreteria del PD. Nessuna farsa anzi un programma serio contro le centrali nucleari, a favore dell’informazione libera, del wi-fi libero e gratuito, di mobilità di energie rinnovabili, di riciclo dei rifiuti e di molto altro ancora. Non ci sarebbe nulla di strano se dopo un chirurgo, un ex ministro e una senatrice teodem ci fosse anche un comico genovese a concorrere con Franceschini per il posto più prestigioso nel PD. Purtroppo la scomoda candidatura di Grillo si è complicata sempre di più fino a diventare, un caso che ha infiammato la vita politica dell’opposizione (e non) di questi ultimi giorni e sul quale è necessario spendere due parole per meglio chiarire le vicende che hanno caratterizzato l’ennesimo teatrino tragicomico della politica italiana.

Dopo aver scritto il post, Grillo dichiara di esser pronto a seguire l’iter previsto per candidarsi a segretario: iscriversi al Partito entro il 21 luglio, raccogliere duemila firme entro il 23, partecipare al congresso e conquistare almeno il 5% dei tesserati e, solo allora, partecipare alle primarie del 25 ottobre. Poche ore e già arrivano le prime critiche tra le quali quelle di Fassino: “Grillo non si riconosce nel PD, anzi lo attacca e lo sfregia. Non penso si possa accettare la sua iscrizione”.

Il giorno dopo si uniscono alle critiche del Piero nazionale le dichiarazioni di Bersani, Melandri, Tullo e molti altri tutte incentrate sulla poca serietà del comico (del resto un comico serio non se lo fila nessuno). E così mentre a Grillo viene rifiutata la tessera al PD dal circolo di Arzachena in quanto non residente in Sardegna, la polemica assume sempre di più i contorni di una farsa. L’unico candidato alla segreteria che si distingue dagli altri è Ignazio Marino che non solo accetta la candidatura di Grillo ma si dichiara pronto a lavorare per il partito indipendentemente dai risultati d’ottobre, fosse anche la Binetti il nuovo segretario.

Ovviamente Grillo non molla e prova ad iscriversi a Nervi dove è residente, risultato: arriva la smentita ufficiale del PD, anzi della Commissione di garanzia del PD che gli nega ufficialmente la tessera “poiché egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al PD”.

Dalle dichiarazioni di Grillo sembra proprio che il genovese coriaceo non voglia mollare, speriamo riuscirà a portare avanti la sua campagna. Peccato che basti così poco per scuotere un partito che, a più di un anno dalla sua nascita, dovrebbe essere più forte e, sopratutto, aperto anche a chi porta idee differenti. In fondo non è dal confronto che nasce la Democrazia?

Per il momento l’unica risposta è il vuoto lasciato da un’opposizione senza senso ad una candidatura che avrebbe riportato all’attenzione alcuni temi cari alla Sinistra in questo Partito in cui, parafrasando George Orwell, sembrerebbe che alcuni siano più democratici degli altri.

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