Un Grillo parlante?

scritto da Andrea Rosiellogiovedì 16 luglio 2009

in Politica interna

Nella news di questa settimana non potevamo non parlare della vicenda di Grillo e della sua candidatura a segretario di partito.

È stato giusto o no limitare così duramente e senza filtri la candidatura del noto comico? Secondo me si è trattato di un autogol politico che poteva permettere al PD di avvicinarsi ad una parte dell’elettorato sempre più distante.

Ma forse mi sbaglio…

Tag: Beppe Grillo, Partito Democratico, PD, tesseramento PD

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{ 12 commenti }

Isabella giovedì 16 luglio 2009 alle 16:14

Personalmente non condivido l’analisi.
L’autogol del Pd non è stato nel goffo tentativo di arrestare l’avanzata di Grillo ma nelle motivazioni che sono state date.

Anche Grillo oggi in una intervista sul Corriere dice: “«Avrei detto: caro Grillo, lascia perdere, non possiamo tesserarti perché sono anni che ci prendi per il culo. Però se vieni al congresso sei un ospite gradito. Vieni e ci dici la tua.”

Peraltro, subito dopo, nella stessa intervista la moglie dice che la candidatura è nata “in spiaggia, perchè Beppe si annoiava”.
Insomma, non mi sembra serio.

Io non condivido i modi con i quali dice le cose nè il fatto che cavalchi l’antipolitica così come la Lega cavalca la questione sicurezza, però alcune delle cose che dice meriterebbero di essere ascoltate.

Il Pd, quindi, non farebbe male almeno ad invitarlo al Congresso.

Chissà che non ne esca qualcosa di buono.

Andrea Rosiello giovedì 16 luglio 2009 alle 18:35

Sono d’accordo con te sul fatto che alla fine Grillo non aveva fatto una scelta seria ma non capisco perché rifiutare a priori una persona che almeno avrebbe portato un po di dialettica nel partito..

Nicola Peis giovedì 16 luglio 2009 alle 23:18

Sono da diversi anni un osservatore attento (spesso compiaciuto) del movimento di Grillo e sono convinto che l’idea del comico genovese non fosse quella di entrare nel Pd, ma far capire che il partito in questione e tutt’altro che nuovo o pronto ad aprirsi a cambiamenti importanti. C’è riuscito, ma ora mi chiedo, chi ci guadagna da questa situazione? certo, lanciare l’ennesima bomba su un partito già martoriato dalle sconfitte elettorali e dalle lotte intestine per le primarie non ci voleva ora..
Interessante il commento di Gad Lerner:
http://www.gadlerner.it/2009/07/13/a-grillo-io-la-tessera-pd-non-la-darei.html

Gabriele venerdì 17 luglio 2009 alle 10:11

Bene ha fatto il Pd a rifiutare la candidatura di Grillo. Tra l’altro non capisco cosa possa portare uno come Grillo al Pd. Si tratta sempre di una persona che non ha visione politica, dedito alla critica. Grillo può al limite fornire qualche spunto politico all’Idv ma non al Pd.

Cristina venerdì 17 luglio 2009 alle 19:19

Ho ascoltato con piacere il punto di vista di Furio Colombo che ho trovato (solo) qui
http://temi.repubblica.it/micromega-online/grillo-alle-primarie-pd-furio-colombo-dove-lo-scandalo/

Andrea Rosiello domenica 19 luglio 2009 alle 14:12

Sarà comunque le critiche sull’eccessivo distacco di Beppe Grillo dal Pd non reggono dopo le dichiarazioni di Marino su omosessuali e unioni civili (finalmente un po di laicismo nel Pd).
Cosa bisognerebbe fare allora ritirare la tessera anche a Marino?

Gabriele lunedì 20 luglio 2009 alle 12:16

Andrea…..qui parliamo di Ignazio Marino. Mentre dall’altra parte c’è Beppe Grillo!
Non credo ci sia da aggiungere altro…

Andrea Rosiello lunedì 20 luglio 2009 alle 12:46

Certo che c’è da dire! La mia obiezione è semplice: perché estraniare Grillo dicendo che è troppo lontano dalle posizioni del Pd e invece tenere Marino che cmq non è così vicino alle posizioni moderate di Bersani e Franceschini?
Allora esiste un metro di giudizio che dice quanto sei vicino al partito? Se la risposta è si allora il discorso è molto molto più complicato….

Gabriele lunedì 20 luglio 2009 alle 14:05

E’ un discorso di cultura politica e democratica che Grillo non ha, mentre Marino sì. Parliamo di princìpi generali non tanto di idee credo… Per quanto la posizione di Marino secondo me è sostenuto almeno da metà Pd.

Isabella lunedì 20 luglio 2009 alle 14:40

La polemica nata dalla quasi esclusione di Grillo dal partito soffre, a mio modo di vedere, di un falla di fondo.

Chi vorrebbe Grillo dentro il Pd, non vuole il Partito Democratico ma un’italia dei valori più grande e senza la presenza ingombrante di Di Pietro.

Grillo con il Pd non ha niente da spartire.
Con l’IDV, tanto.

Emanuele martedì 21 luglio 2009 alle 00:44

Non condivido l’analisi dell’autogol e sono completamente d’accordo con le ragioni che ha esposto Isabella, ciò che ho sostenuto in altre sedi.

Gabriele martedì 21 luglio 2009 alle 16:17

Concordo con Isabella e ribadisco….Grillo si è iscritto al Pd per fare casino non perchè ne condivide il progetto politico. Andrebbe meglio per lui un partito meno strutturato e senza cultura politica…un partito di massa insomma…come l’Idv.

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