
Il tema della riforma sanitaria, da mesi nell’agenda politica americana, è ora al centro di una campagna mediatica senza precedenti.
I messaggi in televisione si moltiplicano giorno dopo giorno, e nelle ultime ore il Presidente Obama si sta esponendo in prima persona per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di un intervento rapido.
L’obiettivo è di fare passare una prima bozza prima della pausa estiva per poi concludere l’iter legislativo entro fine anno.
Il Presidente, che sabato ha parlato della riforma durante il proprio intervento settimanale, mercoledì tornerà a parlarne nel corso della sua quinta conferenza in prime-time.
La diagnosi su cosa è sbagliato e da riformare nel sistema sanitario americano è chiara.
Un sesto del pil generato dal paese più ricco del mondo viene speso per la salute ma i risultati non sono affatto buoni: tasso di mortalità infantile doppio rispetto ai paesi occidentali ed aspettativa di vita decisamente inferiore rispetto ai livelli OECD.
Cinquanta milioni di cittadini senza una copertura assicurativa (1/6 della popolazione totale!) sono un numero vergognoso, ed il sistema per il quale i medici guadagnano in base al numero di prescrizioni e’ inaccettabile.
La riforma, dunque, è necessaria e l‘estensione della copertura sanitaria a tutti gli americani sembra l’unica soluzione sul tavolo dell’ambiziosa amministrazione americana.
Come trovare le risorse economiche è ora il punto cardine della discussione.
Secondo i primi testi in circolazione, la spesa per l’intervento (si stima in 1200 – 1600 miliardi di dollari in 10 anni), dovrebbe essere coperta dall’aumento delle imposizioni fiscali, fino al 5,4%, per i più abbienti (reddito superiore a 350K di dollari/annui).
Un alternativa è quella di trovare le risorse dalla eliminazione degli sgravi fiscali per le spese che le aziende sostengono per assicurare i propri dipendenti. In una fase economica come quella che sta attraversando l’America sono entrambe interventi rischiosi e pericolosi.
La salute però viene prima di tutto, e finalmente anche gli americani se ne sono accorti.




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