Ancora Brunetta: quando la cortesia diviene legge

scritto da Nicola Peislunedì 5 ottobre 2009

in Politica interna

Continuiamo a parlare del Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.

Nessuna fissazione da parte del sottoscritto, ma il Ministro è sovente al centro dell’attenzione, specie dopo la pausa estiva, ed è sicuramente tra i più attivi in quanto a uscite pubbliche.

In verità, in queste poche righe, volevo soffermarmi sull’attività legislativa portata avanti (coerentemente) dal Ministro. In particolare è in arrivo in Consiglio dei ministri, l’ennesimo pacchetto di norme in materia di riorganizzazione della pubblica amministrazione. Oltre alla cd. Class action che dopo numerosi rinvii dovrebbe essere licenziata, vi sarà un disegno di legge, che delegherà il Governo ad emanare una Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche. Tra questi doveri, o meglio obblighi, vi sarebbe appunto l’obbligo per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche  della cortesia e della disponibilità nei rapporti con chiunque si rivolge ad essi per ragioni di ufficio.

La domanda è lecita: si può obbligare per legge il dipendente pubblico alla cortesia e gentilezza? Può diventare un principio (scritto) al quale la Pa deve attenersi?

In questi giorni ne ho parlato anche con qualche collega, e ho trovato molto favore verso questa iniziativa. Messo probabilmente in minoranza, mi rimane comunque il dubbio che la cortesia debba essere un principio scritto, da auspicarsi si, ma difficilmente imponibile per via legislativa. Ad ogni modo davanti ad uno sportello, se mi capiterà, proverò ad ottenere un sorriso con “forza di legge” o davanti ad una pratica web mi aspetterò almeno uno “smile”..

Foto:lavoro.tanterisorse.com

Tag: Carta dei doveri, class action, Renato Brunetta

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