Giornate convulse, voci che si rincorrono e che si smentiscono.
Oggi è cominciata la seduta della Corte Costituzionale dedicata a valutare la legittimità del c.d. Lodo Alfano, la legge voluta dall’attuale Ministro della Giustizia che sospende i procedimenti penali per le più alte cariche dello Stato.
Grandissima l’attenzione dei media. L’Espresso ha anche attivato un resoconto on line.
Purtroppo tale evento è “caduto” nel periodo peggiore: subito dopo la sentenza sulla vicenda Mondadori che ha condannato la Fininvest a pagare 750 milioni di euro alla CIR di De Benedetti. Un maxi risarcimento (contro il quale la Fininvest ha già annunciato ricorso) a cui si dovrà aggiungere quanto verrà stabilito dal giudice come risarcimento del c.d. “danno morale”. Se fossero due aziende qualsiasi, con dei proprietari qualsiasi, avrebbero già trovato un accordo extra giudiziale. Ma se ripensiamo (e chi come me ha i capelli bianchi se lo ricorda benissimo) le tensioni e l’aspra battaglia attorno al controllo della Mondadori avvenuta quasi venti anni fa, il seguito di polemiche e di strascichi giudiziari, la linea editoriale del gruppo L’Espresso contro l’attuale premier…… è evidente che una composizione è assai difficile.
Impossibile fare previsioni anche sulle decisioni della Corte.
I rumors, fino a qualche giorno fa, dicevano che il lodo Alfano sarebbe stato dichiarato incostituzionale.
Ora, le stesse voci, appaiono molto più caute, incerte.
Il Governo sta reagendo agli ultimi eventi con una chiamata alle armi, invocando addirittura una discesa in piazza per rispettare la c.d. volontà popolare che verrebbe messa in discussione anche dalle sentenze della magistratura.
E’ a mio avviso un errore.
Nessuno dovrebbe contestare il diritto a governare di Berlusconi e della sua coalizione: hanno vinto le elezioni con un’ampia maggioranza parlamentare.
Al tempo stesso non è possibile continuare a gridare al complotto ogni qual volta vi è una decisione della magistratura o una posizione dei media che non coincide con i desiderata del premier.
In questo modo non si fa altro che aumentare lo scontro tra potere politico e quello giudiziario, scontro mai sopito dal 1992 ad oggi.
E ancora una volta l’agenda politica viene dettata dalle decisioni della magistratura.
La Corte Costituzionale fino ad oggi era rimasta un’isola felice, un’istituzione “alta” che ha il compito di verificare che la produzione normativa non contrasti con la nostra carta fondante, la Costituzione.
Siamo sicuri che, visto il clima attuale, non sarà più così, indipendentemente dalla sentenza che emetterà nelle prossime ore.
Un ulteriore danno alla credibilità delle nostre Istituzioni.
Tag: Corte Costituzionale, Fininvest, Lodo Alfano, Mondadori, Silvio Berlusconi





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