Obama, Silvio ed il Nobel per la pace

scritto da Isabella Toppettavenerdì 9 ottobre 2009

in Politica estera

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Chissà se ci avevano sperato sul serio quelli del “Silvio Berlusconi Nobel“, il gruppo che raccoglieva firme per la candidatura ufficiale del Premier al prestigioso premio.

Poteva essere un premio, di consolazione, visti i tempi.

Ma niente da fare. Il Silvio nazionale non ce l’ha fatta. Battuto a sorpresa dal Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama.

Un’assegnazione, quella che è arrivata poche ore fa, che ha lasciato di stucco anche la stessa Amministrazione americana.

E più che di stucco, direi senza parole visto che, ai giornalisti che chiedevano un commento a caldo, lo staff presidenziale ha risposto, in puro american style, con un semplice WOW.

Potevano spremersi le meningi un po’ di più. Però.

Sta di fatto che il Comitato per il Nobel ha deciso di premiare il Presidente Obama per i suoi “sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli”.

Vero è, comunque, che non tutti si dicono soddisfatti per la scelta.

In America, sia a destra come a sinistra ci si interroga sul senso di questo premio arrivato dopo nemmeno un anno dall’inzio della Presidenza Obama.

In Italia lo si spiega così: un premio preventivo, un incoraggiamento alle intenzioni.

Sbagliato o giusto che sia (a voi la “sentenza“), io dico: “Congratulazioni Mr. President!”

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{ 4 commenti }

Nicola Peis ottobre 12, 2009 alle 16:11

Intanto si è limitato a mandare un comunicato di congratulazioni.
http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=51355

EMANUELE VERGHINI ottobre 29, 2009 alle 19:20

Comitato della Libertà
La candidatura di Silvio Berlusconi a Premio Nobel per la Pace è promossa da una rete civica formata da donne e uomini liberi appartenenti alla società civile che prende il nome di Comitato della Libertà.
Il Comitato della Libertà ripudia qualunque forma di clientelismo e promuove la cultura della libertà e del merito. Sostiene la politica dei fatti e della responsabilità contro la politica delle chiacchiere.
Si avvale del web (www.silvioperilnobel.it) come mezzo principale di comunicazione e dei social network come luogo di partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese. In tal modo il Comitato della Libertà sta dando vita ad un vero processo di e-democracy che rappresenta la nuova frontiera della libertà.
Proprio in difesa della libertà si pone come obiettivo la denuncia ed il contrasto a tutti i livelli dell’Hiroshima culturale.
Propone, ogni anno, la candidatura a Premio Nobel della Pace di un italiano che si sia distinto a livello internazionale per aver dato un contributo determinante a favore della Pace ed abbia dimostrato con una politica dei fatti di aver creato le condizioni per una migliore comprensione tra i popoli.

Nicola Peis ottobre 30, 2009 alle 11:01

Caro Emanule, ti ringrazio per il contributo. E’ molto interessante il concetto dell’Hiroshima culturale. Non so se anche il premio nobel conferito ad Obama, venga ricompreso in questo concetto.

Isabella Toppetta ottobre 30, 2009 alle 13:07

Non per polemizzare con il Signor Verghini ma trovo curioso che per un gruppo che “ripudia qualunque forma di clientelismo” si sia scelto il nome di “Comitato della Libertà”.

Considerando quanto è inflazionato il termine, si poteva evitare il rischio di dar modo alle persone di pensare ad uno dei tanti circoli satelliti del Partito del Premier.

Consiglierei anche l’uso di slogan diversi. “Sostiene la politica dei fatti e della responsabilità contro la politica delle chiacchiere” è, infatti, una frase che mi è capitato di sentire spesso e volentieri ad esponenti più o meno governativi del centro-destra.

Mi piacerebbe poi che fosse chiarito il concetto di Hiroshima culturale visto che il sito internet del Comitato è in aggiornamento e sapere quali altre personalità italiane sono state candidate al premio Nobel per la Pace negli anni passati.

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