Alcuni dei media, che sostengono l’operato del Presidente del Consiglio, hanno avviato una vera e propria campagna nei confronti del Giudice Raimondo Mesiano, reo di aver condannato la Fininvest a pagare 750 milioni di euro come risarcimento del Lodo Mondadori.
Berlusconi lo aveva anticipato da giorni: se ne sarebbero sentite delle belle su quel giudice milanese…
Ieri ha iniziato “Mattino 5″ con un servizio che ritrae il giudice, ignaro di essere ripreso, mentre passeggia davanti al negozio del suo barbiere fumando una sigaretta. Poi qualche immagine mentre si sottopone al rito della barba ed infine mentre fuma seduto su una panchina.
Immagini assolutamente irrilevanti dal punto di vista giornalistico. Peccato che siano condite da commenti salaci sull’abbigliamento del giudice e sul fatto che fumi molte sigarette.
Un vecchio trucco di comunicazione. Alle immagini (innocue) si aggiungono delle osservazioni che, nello spettatore, inducono ad un giudizio non proprio positivo sul soggetto ritratto. Il giudice è così diventato “stravagante“. Perchè? Ma perchè fuma troppo, non sta mai fermo e si veste in modo improbabile….
Ma questo era solo l’antipasto per lo scoop successivo, anticipato proprio ieri sera dal Condirettore de Il Giornale Alessandro Sallusti, ad Anno Zero.
Lo steso giudice avrebbe “secondo numerosi testimoni” brindato alla caduta del Governo Berlusconi.
E allora questa mattina ci siamo subito letti l’articolo de Il Giornale da dove si evince che:
- i “numerosi testimoni” sono uno solo: un avvocato, giovane ed “impeccabile nel suo gessato” (meno male, così almeno è diventato una fonte autorevole);
- che non vi è stato nessun brindisi ma che effettivamente il giudice abbia fatto dei commenti politici a sostegno di Prodi e contro Berlusconi.
Ora se anche fosse vero (e la cosa deve ancora essere appurata visto che il Giornale può contare sulla testimonianza di UN solo testiomene) non comprendiamo come il contenuto di una conversazione privata possa essere considerato come pregiudizievole di una sentenza.
Quello che dovrebbero fare semmai gli avvocati della Fininvest (e non invece i giornalisti) è individuare affermazioni o atti processuali che dimostrino che quella sentenza è frutto non di un ragionamento in punta di diritto, ma di un vero e proprio pregiudizio politico.
Ma ormai siamo al tutti contro tutti e quindi non contesto più una sentenza, ma scredito la fonte. Il giudice si veste male, ha degli atteggiamenti “stravaganti”, a cena con dei suoi commensali ha parlato male di Berlusconi: quindi non è attendibile come non è attendibile il suo operato.
Morale: la sera è meglio cenare a casa, almeno per i magistrati…
La FIPE ringrazia!
Tag: Anno Zero, Fininvest, Il Giornale, Lodo Mondadori, Raimondo Mesiano



{ 2 commenti }
No, Fabio, la morale è un’altra: mai andare a cena con un avvocato ! Ma questa è una cosa che già sapevamo !!
@Gianni: il problema è che l’avvocato non era neanche al suo tavolo ma in uno vicino… La prossima volta che vado al ristorante vorrà dire che chiederò la carta d’identità a tutti i miei vicini di tavolo oppure fingerò di soffrire di una fastidiosa sindrome influenzale in modo tale ta conquistarmi un posto appartato lontano da tutti. Così, tanto per non correre rischi!
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