Crocifisso: una sentenza in-accettabile

scritto da Nicola Peisgiovedì 5 novembre 2009

in Media,Rassegna stampa

Ecco il testo della sentenza emessa dal tribunale europeo che ha anche previsto che il governo italiano debba pagare alla donna un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. La sentenza, rende noto l’ufficio stampa della Corte, è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche.

Per noi è una sentenza assolutamente inaccettabile. Che l’Italia sia un paese in cui il cristianesimo è la sua stessa storia, lo sappiamo da sempre“. Queste le parole del premier Silvio Berlusconi all’indomani della  sentenza della Corte di Strasburgo che vieta i crocifissi in classe nelle scuole italiane.

Per citare un discorso a favore della sentenza, prendo in prestito le parole del Senatore Pietro Ichino ieri al Senato:

intervengo rapidamente su questo tema non tanto per ricordare che nessuna legge del nostro Stato e neanche il Concordato prevedono e tanto meno impongono l’uso e l’esibizione di un simbolo della religione cristiana nei luoghi pubblici. Desidero piuttosto intervenire come cristiano o aspirante tale per chiedere che il simbolo principale della religione cui cerco di appartenere non venga usato per fini diversi, che nella teologia cristiana configurano l’uso del nome di Dio e del suo simbolo invano. L’utilizzo del crocefisso per il fine di simboleggiare elementi di cultura e di storia di una Nazione equivale a mescolare due piani diversi e a togliere universalità a quel simbolo: per chi attinge alla tradizione biblica, è una trasgressione del primo comandamento.Per tale motivo, come credente, penso che l’uso del crocefisso nei luoghi e negli uffici pubblici e nelle aule scolastiche sia inappropriato e chiedo che esso cessi: per rispetto dei cristiani prima ancora che dei non cristiani”.

Tag: Corte Europea dei diritti dell'uomo, Pietro Ichino, Silvio Berlusconi

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{ 6 commenti }

fab novembre 5, 2009 alle 20:52

il crocifisso si può togliere ; ma non con le motivazioni date dalla Corte per cui sarebbe una minaccia alla libertà religiosa e al diritto dei genitori di scelgiere come educare i figli
Se qualcuno si sente minacciato dalla presenza del crocifisso il problema risiede in lui e non nella croce

Negli scontri ideologici tra integralismo laicista e cattolico il crocifisso è solo un espediente

L’Europa fessa contro il crocifisso nelle scuole.

Andrea Rosiello novembre 5, 2009 alle 22:44

Sono d’accordo con Ichino e poi non è l’assenza di un crocifisso in un posto a minare il senso religioso delle persone.

Anzi non capisco le reazioni oltre modo esagerate di alcuni rappresentanti del Governo: http://www.youtube.com/watch?v=kXPFM8t_wwU&feature=related

anna novembre 6, 2009 alle 23:24

Io invece mi permetto di dissentire dal professore. Trovo la sua una posizione vagamente manichea.Credo che l’affetto che la gente ha per il crocifisso sia un sentimento molto più complesso, in larga misura a-confessionale ma non profano, un po’come se a quell’ggetto in legno e plastica fosse legata una meditazione profonda, per molti di noi quasi ineffabile, che si fa anche motivo di legame tra gli uomini.Non ci vedo proprio alcuna profanazione.Le reazioni scomposte…c’è forse qualcosa di composto nella nostra vita pubblica odierna?

Flavio Spinelli novembre 7, 2009 alle 00:37

Cari amici,
gli avvenimenti di questi giorni ci riconducono al centro del messaggio cristiano di salvezza.
Per quanto negativi, possono darci uno scossone salutare.
Innanzi tutto dobbiamo mettere la croce al centro della nostra vita, perchè è da essa che viene la salvezza del mondo.
Dobbiamo adorarla, amarla, abbracciarla. Senza accogliere la croce non possiamo salvarci.
L’impero delle tenebre odia la croce, perchè da essa è stato sconfitto.
Non dobbiamo meravigliarci se esistono i nemici della croce che, con falsi pretesti, vogliono espellerla dal mondo. Essi però non possono nulla se noi la teniamo ben stretta alla nostra vita.
Combattiamo la buona battaglia in difesa della croce.
Dobbiamo non solo viverla, ma anche renderla visibile, perchè gli uomini, compresi quelli che la combattono, ne hanno bisogno per non perdersi.
Mettiamo la croce nelle nostre case, nelle nostre stanze e su di noi, come segno di fede, di gratitudine e di salvezza.
Mettiamola ovunque possibile, perché la croce è il più grande esorcismo di cui il mondo ha bisogno.
Ripetiamo durante questa settimana questa bella invocazione: “Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perchè con la tua santa croce hai redento il mondo”.

Isabella Toppetta novembre 9, 2009 alle 09:48

Gentile Sig.Spinelli, il vero problema con le religioni, qualunque esse siano, risiede tutto in una frase da lei espressa “Dobbiamo non solo viverla, ma anche renderla visibile, perchè gli uomini, compresi quelli che la combattono, ne hanno bisogno per non perdersi” .
Ammesso e non concesso che la croce abbia questo potere salvifico non sta a lei nè ad alcun altro imporre la “salvezza”.
Se lei crede in tutta onestà nella croce, se la appenda pure dove vuole nessuno glielo impedirà nè cercherà di convincerla e tanto meno le imporrà la falsa credenza (secondo il suo modo di vedere, ovviamente) che non esiste alcun “impero delle tenebre sconfitto dalla croce”.
La pregherei, soltanto, di resituirci il favore e, pertanto, di non imporci la falsa credenza (secondo il nostro modo di vedere) che la croce, esposta a più non posso, ci salverà dai mali del mondo.

Nicola Peis novembre 11, 2009 alle 11:21

Il Governo, sul proprio sito ha persino presentato un dossier
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/crocifisso_sentenza/

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