Grazie al blog di Andrea Mollica abbiamo avuto modo di leggere l’edificante intervista che Luca Casarini ha rilasciato al Corriere del Veneto.
L’ex leader del movimento no-global è diventato un piccolo imprenditore (ha appena creato un’impresa individuale di consulenza sul marketing e design pubblicitario).
Le affermazioni sono in linea con il Casarini “barricadero”: giudizi tranchant, senza mediazioni.
Alcune anche curiose che dimostrano una strana concezione del fare impresa…
Mi spiego: già siamo soli, non abbiamo alcun servizio da parte dello Stato perché non è che ti paga chessò, il commercialista, e siamo pure in balia delle fluttuazioni di mercato. Cioè, il lavoro devi cercartelo, non sei sicuro di averlo, te lo devi guadagnare, conquistare. E sei soggetto a una tassazione da lavoro stabile e sicuro.
Eh già, il commercialista te lo devi pagare, il mercato è incerto, il lavoro risente della congiuntura economica, i clienti te li devi conquistare…
Bella scoperta. Ma se uno non vuole accettare questi rischi non è meglio cercare un’altra occupazione?
Con queste premsse non poteva mancare un duro attacco alle tasse, che servono solo a pagare i vizi dei politici di “Romaladrona” ed un inno a quella che lui definisce “obiezione fiscale”. Che in italiano si chiama “evasione fiscale”.
A parte qualche caduta sull’educazione civica (700 parlamentari pagati con soldi pubblici è un conto sbagliato…sono 630 deputati + 315 senatori, dopo tanti anni di impegno politico ci saremmo aspettati meno approssimazione…) l’intervista non ci sorprende.
In un mondo in bianco e nero, come quello che ha sempre disegnato Casarini, le sfumature di grugio non esistono.
I buoni sono da una parte (la sua), i cattivi dall’altra.
Tag: Andrea Mollica, Corriere del Veneto, Luca Casarini, no global



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