Non è la prima volta che utilizzo questo blog per parlare di cinema ed esprimere in quache modo la mia passione per questa forma d’arte. Continua la crisi culturale e innovatrice del Cinema italiano, in mano a poche menti e a un Ministero non certo illuminato.
Recentemente ho visto la pellicola di Renato Di Maria “La prima linea” . Il film narra le vicende del gruppo terroristico armato di sinistra, Prima Linea, attiva negli anni Settanta e la sua inesorabile decadimento negli Ottanta. Tratto dal libro autobiografico Miccia corta di Sergio Segio (tra i capi dell’organizzazione, la seconda dopo le brigate rosse), racconta l’assalto al carcere di Rovigo nel 1982 per liberare quattro detenute, tra cui Susanna Ronconi, compagna di Segio anche nella vita.
Il film prima della sua uscita ha subito diverse critiche. La polemica era incentrata sull’opportunità di fare un’opera su dei terroristi, rischiando magari di farne degli eroi, un pò come era accaduto (con alcuni distinguo) per il film di Placido, Romanzo Criminale.
L’opera costruita da Di Maria non è certamente un’apologia dei terroristi, nè il regista porta gli spettatori ad innamorarsi dei suoi personaggi. E’ il racconto di una angosciante e inesorabile caduta, una sconfitta che non glorifica nessuno.
Il Ministro della Cultura Sandro Bondi era intervenuto in largo anticipo, stabilendo che avrebbe ritirato i fondi pubblici qualora il film si fosse distanziato dalla sceneggiatura ‘approvata’ dopo il parere delle associazioni delle vittime del terrorismo. Dopo aver visto la pellicola, pur non considerandola un’apologia del terrorismo, ha auspicato il non utilizzo di fondi pubblici per finanziare questo genere di film. E’ stato poi smentito dalla stessa Commissione per la cinematografia che ha ribadito la qualifica di ‘film interesse culturale’. Sono quindi stati i produttori stessi a rinunciare al contributo pubblico.
Tutto questo mentre in questi giorni ha avuto grande successo in Rai il film “il sangue dei vinti” tratto dal libro di Giampaolo Pansa, spinto da una incredibile campagna pubblicitaria pre e post trasmissione. “Ancora una volta la Rai ha saputo coniugare il valore dei temi ed ottime performance di ascolti valorizzando il prodotto italiano di qualità” ha chiosato il Direttore Generale Masi. Lo stesso film era stato un flop cinematografico.
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