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In sintesi il Premier, fatti gli auguri di Natale, invita tutti i lettori de “Il Giornale” a regalare agli amici una tessera del PDL da far trovare sotto l’albero per, si legge, dare al Partito”più forza per continuare a resistere e a lavorare per il bene di tutti“.
Che i numeri facciano la forza è risaputo.
Ma l’iscrizione coatta e di massa ad un partito per “il bene di tutti” mi giunge nuova.
E mi ricorda quell’altra iscrizione coatta e di massa, per ben altro tipo di partito, che prende il nome di “battesimo“.
Quella dei numeri che legittimano, d’altronde, è una antica “strategia” utilizzata anche dalle religioni, come quella cattolica ad esempio, che conta il numero dei fedeli sul numero dei battesimi.
E, considerando che da quando ci “obbligano” (nel senso che è qualcun altro a decidere per noi) al battesimo fino all’età adulta magari il “nostro credo” è cambiato, forse e solo per amore della “verità” tale strategia andrebbe rivista.
Ma non importa. Sono i numeri che fanno la forza.
L’idea del Presidente del Consiglio, quindi, per quanto originale e simpatica mi sembra un po’ forzata.
La “fede politica“, personalmente, è un po’ come quella religiosa: in poche parole un fatto più che personale, personalissimo. Così come dovrebbero esserlo i regali di Natale (o, almeno, ci si può provare).
L’iscrizione ad un partito, dal canto suo, necessità l’espletamento di alcune formalità come il versamento di una quota e la registrazione (documento alla mano) dei nostri dati.
Che si possa fare per procura, come succede per il battesimo, allora, mi sembra un po’ più difficile a meno che delle procedure utilizzate dal più grande partito italiano per reclutare i propri “fedelissimi” non mi sfugga qualcosa.
C’è di buono, comuque, che il Premier sembra velocemente tornato in grande forma.
Tag: battesimo, Chiesa Cattolica, Natale, PDL, Silvio Berlusconi, tessera di Partito




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