Intergruppo 2.0: dibattito sul blog di Nicola Mattina

scritto da Fabio Bistoncinimercoledì 23 dicembre 2009

in Lobbying

Nicola Mattina, blogger e socio FERPI lo conosciamo da anni.

Fin dai tempi della Shandwick in cui lavoravamo entrambi.

Curioso, a volte indisponente, sicuramente uno dei più qualificati conoscitori delle tematiche evolutive  dei social media.

Attento soprattutto al rapporto tra questi e gli spazi della politica e della decisione pubblica.

Nicola ha provocato un interessante dibattito con due post dedicati all’ormai famoso Intergruppo parlamentare  2.0.

Nel primo poneva una serie di domande sul rapporto tra un nostro competitor (Reti), i suoi clienti e lo stesso intergruppo.

A cui il collega Massimo Micucci, AD di Reti, ha fornito una pronta risposta in due commenti sullo stesso blog di Nicola.

Il secondo che, partendo dall’email ricevuta da Marco Pancini (Google Italia) sempre sullo stesso argomento, propone una serie di riflessioni sul possibile miglioramento del funzionamento dell’Intergruppo.

Senza entrare nel merito delle varie posizioni (alcune condivisibili, altre che lasciano qualche perplessità) i temi sollevati da Nicola sono senza dubbio interessanti.

Due aspetti su cui vorrei concentrarmi.

La “trasparenza” delle e nelle relazioni che deve essere “il” valore fondamentale. Non a caso richiamato sia da Nicola, che dai suoi interlocutori (Micucci e Pancini).

La necessità di promuovere nuovi spazi di interlocuzione tra gruppi di interesse e sistema politico e su come i social media possono essere un facilitatore di partecipazione attiva.

Su quest’ultimo punto vorrei spezzare una lancia a favore della politica.

Sarà vero, come sostiene Nicola e come riportato da Fuggetta e Montemagno, che vi sono state molte occasioni in cui i membri dell’Intergruppo non hanno “brillato” per partecipazione attiva, ma, al tempo stesso, non mi pare che la blogsfera nostrana si comporti meglio.

A parte quando, sull’onda dell’emotività, si mobilita per fronteggiare atti normativi che ritiene in contrasto con la propria libertà di espressione.

Da questo punto di vista le proposte di Nicola nell’ultima parte del suo secondo post, potrebbero costituire un interessante esperimento partecipativo.

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