Polverini, scoppiano le prime polemiche

scritto da Maria Cristina Moronilunedì 18 gennaio 2010

in Politica interna

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Renata Polverini, candidata alla Presidenza della Regione Lazio per il PdL, in un primo momento sembrava paradossalmente piacere più al centrosinistra che alla destra.

Così sembrava, almeno fino al rilascio di alcune dichiarazioni riguardanti temi caldi del dibattito politico (aborto, nucleare…) e soprattutto alla decisione di schierare nel suo comitato elettorale alcuni esponenti della cosiddetta “destra estrema”.

La Polverini, quarantasettenne figlia di una delegata della Cisnal da cui ha appreso, fin da giovanissima, la passione e l’impegno per il sindacato e che si è ritrovata a guidare, prima donna in Italia a ricoprire tale incarico, a 44 anni, l’Ugl (Unione Generale del Lavoro), si è così improvvisamente scoperta al centro di accese polemiche.

La storia della sindacalista, infatti, è vicina a quella di An. La Polverini, che ama definirsi “finiana di ferro”, prese in mano l’Ugl quando ancora si chiamava Cisnal ed era nei fatti una propaggine del Movimento Sociale. La sindacalista sembra quindi essere attualmente più vicina al Presidente della Camera, che al Presidente Berlusconi in un momento di “crisi interna” del PdL.

In ogni caso, anche dopo l’ufficializzazione della candidatura di Emma Bonino per Partito Democratico, una parte dell’elettorato di sinistra è ancora affascinata dalla Polverini: è donna, è sindacalista e non si fa problemi a manifestare contro il governo che le è vicino. Specie, dice lei, «quando si toccano i diritti dei lavoratori». E allora dove è il problema?

La prima polemica è scoppiata all’avvio della campagna elettorale, il 6 gennaio scorso, quando è stata annunciata la presenza, all’interno del comitato elettorale, di un altro esponente della cosiddetta “destra estrema” dopo Adriano Tilgher, fondatore e segretario nazionale del partito politico Fronte Sociale Nazionale. Questa volta si tratta del Sen. pontino Claudio Fazzone, ex esponente di Forza Italia e coordinatore del Pdl a Latina, il quale porta in dote più di 50mila voti della provincia laziale.  Il Sen. Fazzone è infatti noto alla maggior parte degli elettori per essere riuscito ad impedire lo scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose.

In risposta alle polemiche, e temendo una forte perdita di voti di quella parte del centro-sinistra che è riuscita ad affascinare, la Polverini si è quasi giustificata affermando: «Ho fatto un comitato elettorale che è espressione di tutti i partiti politici che sostengono la coalizione».

Vedremo cosa succederà tra poco più di due mesi.

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