Lo scorso 13 gennaio è stata presentata alla Camera dei deputati un’interrogazione dall’On. Enrico Farinone (PD) al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, riguardante alcune notizie di stampa che davano per certa l’attribuzione di un riconoscimento al film Natale a Beverly Hills in qualità di prodotto di «interesse culturale e nazionale» da parte della Commissione Cinema del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) .
La notizia, ovviamente, aveva suscitato scalpore presso le associazioni del settore, tanto che nella stessa interrogazione venivano chieste al Ministro Bondi delucidazioni sulle motivazioni che avevano portato la Commissione Cinema del Mibac ad ipotizzare un simile riconoscimento al film che, nel caso in cui si fosse concretizzato, avrebbe portato la casa di produzione della pellicola a ricevere quel contributo che lo Stato, secondo quanto previsto dalla cosiddetta “Legge Cinema” del 2004, riserva a quei film che danno lustro alla cultura nazionale.
Dopo mesi di polemiche alcuni giorni fa è però arrivata sui giornali la rassicurante notizia: Natale a Beverly Hills non è un film di interesse culturale.
A sancire l’esclusione del film sarebbero state due commissioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, quella delegata al riconoscimento dell’interesse culturale nazionale (6 contrari e un astenuto) e quella più specifica per l’ammissione ai benefici di legge e l’individuazione dei film d’essai, ossia di quelle pellicole che privilegiano il valore artistico, formale, di sperimentazione sul linguaggio cinematografico, oppure di impegno sociale.
Della serie, tanto rumore per nulla.
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