“Decreto Salva-liste”: un colpetto di mano.

scritto da Vincenzo Aprilelunedì 8 marzo 2010

in Elezioni

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Al netto delle giustificazioni tecnico-giuridiche e di quelle sostanziali (del “non si poteva escludere il principale partito italiano”), bisognava discriminare e differenziare le fattispecie tra loro.

Mi spiego meglio.

A mio modesto avviso, una cosa è riammettere delle liste (per l’appunto il listino dell’attuale Presidente, senza la quale…niente competizione) a cui vengono ascritte delle presunte irregolarità formalistiche nella raccolta delle firme (riciclando sottoscrizioni, non autenticando gli autografi, facendo deleghe in bianco, non verificando le fonti e via dicendo) per consentire lo svolgimento di una consultazione politica. Altra cosa è invece non riuscire a presentare delle liste per scadenza dei termini previsti dalla legge e confermate dall’interpretazione decennale della medesima. Vale a dire, se arrivo tardi all’ufficio preposto per l’iscrizione a un concorso, o trovo la fila in posta per mandare la mia raccomandata con il timbro postale che fa fede…beh allora, mi spiace, ma sei fuori gioco. Lapalissiano. Punto.
Per questo, il Decreto legge del Governo, per la parte relativa alla lista PdL per la regione Lazio (Roma e Provincia), non può non essere considerato un cambiamento delle regole del gioco, a partita iniziata da un pezzo. E in quanto tale, sempre a mio modesto avviso, illegittimo (legge 400/1988) e incostituzionale (art. 3, 51 e 72). Questa parte meritava un giudizio diverso. Non vi sono le condizioni per un rebus sic stantibus. Non si può asserire che il primo partito italiano non può essere escluso. Democrazia significa regole. Regole uguali per tutti. Pagina brutta. Forse l’ennesima del nostro Paese.

Qui, trovate le motivazioni e la posizione del Presidente Napolitano.

Saluti!

ps: leggendolo e rileggendolo mi pare che rimanga scoperta proprio la parte relativa alla regione Lazio…

Tag: Decreto salva liste; elezioni regionali

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{ 1 commento }

Gabriele Borsoi lunedì 8 marzo 2010 alle 17:13

Impeccabile come sempre Vince. Tuttavia io, anche per presunte irregolarità formalistiche, ho rischiato di non laurearmi nel periodo stabilito!
Diciamo che, nonostante questo, sono disposto a chiudere un occhio nel primo caso perchè non voglio fare il pignolo e perchè conosco bene le dinamiche di certe cose.
Il secondo caso, come sottolinei giustamente tu, è ben altra cosa.

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