La resa del Quirinale

scritto da Nicola Peismartedì 9 marzo 2010

in Politica interna

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Il Tar del Lazio ha confermato ieri l’esclusione della lista del Pdl. Il Decreto interpretativo sarebbe dunque vano visto che la legge elettorale è di competenza Regionale.

Il Decreto “Salva liste” era già in Parlamento per essere ratificato nel giro di brevissimo tempo. Già, perchè di ratifica si parla. Singolare come in questa settimana, il Parlamento potrebbe essere impegnato alla Camera con un provvedimento che intende rimediare ad un pasticcio commesso dal partito del premier in una Regione, mentre il Senato esaminerà il provvedimento che intende definire un sistema di prerogative per le più alte cariche dello Stato, che secondo i più maliziosi risponderebbe unicamente all’esigenza di garantire l’immunità del Presidente del Consiglio. Quando si parla di autorefererenzialità.

Se tutta questa faccenda, in attesa della decisione del Consiglio di Stato, finirà in una bolla di sapone, sicuramente così non sarà per le conseguenze politico- istituzionali che sono già di grande rilievo.

In particolare, specie all’indomani della decisione del Tar, colpisce il ruolo di subalternità del Capo dello Stato in relazione a questo provvedimento. E’ il grande sconfitto: lo è sia dal punto di vista tecnico (incredibile che nel suo staff non sia stata presa in considerazione una delle risultanze espresse dal Tribunale ieri) che morale.

Lui stesso si sfoga rispondendo alle lettere di due cittadini: “Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri”.

Ma a chi rivolgersi se non al Garante della Costituzione? Ed è proprio in questo modo, assumendo decisioni precise e responsabili che si dà l’esempio a chi Governa che esistono dei limiti non valicabili e il conseguente rispetto delle rispettive funzioni.

Nasce poi più di un dubbio sulle modalità con cui il Decreto sia stato “digerito” dal Quirinale: “La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali. E’ bene che tutti se ne rendano conto”.

Il ruolo dell’esecutivo diventa sempre più invasivo, sia nei confronti del Parlamento che del Presidente della Repubblica, e i fatti di questi ultimi giorni lo dimostrano ulteriormente. Se il Quirinale non è in grado di porre dei limiti a questo potere è necesario che si faccia al più presto una riflessione sul bilanciamento dei poteri, anche normativa.

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{ 1 commento }

Stefano Velani marzo 9, 2010 alle 13:03

Vien da pensare a quanto avrebbe aiutato un semplice “abbiamo commesso un errore, scusateci”, per evitare una tale degenerazione della situazione attuale.
Ma non c’è troppo da meravigliarsi in fondo se si pensa alle condizioni istituzionali che hanno contribuito a render possibile tutto ciò: una politica sempre più incapace di assumersi le proprie responsabilità e d’immaginare con coraggio il proprio futuro!
In fondo la democrazia dovrebbe essere un pò come l’aria che respiriamo: e dell’aria nessuno si preoccupa se non quando inizia a scarseggiare o ad inquinarsi…
E allora forse questo è proprio il momento in cui iniziare a preoccuparci davvero, anche perchè oggi troppi fra noi son democratici più per assuefazione che non per convinzione..
E questa Democrazia, quella che dovrebbe essere il sistema “dal basso”, si sta invece sempre più percependo come regime “dall’alto”.
Forse alla fine tutta questa esperienza ci insegnerà come sia venuto il momento di prendere coscienza dei rischi che stiamo correndo e della necessità di ritrovare una Politica “alta”, “costituzionale”, capace di riportare ogni maggioranza alla sua giusta funzione, in un quadro di principi che essa stessa non possa violare…

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