Giovedì scorso il Ministro Giulio Tremonti è intervenuto in Aula alla Camera per un’informativa urgente sulla crisi economico-finanziaria in atto in Grecia e sulle possibili ripercussioni sulla stabilità dell’euro.
Un’Aula semivuota. La cosa ha sconcertato perfino i giornali, di solito poco attenti all’attività parlamentare in senso spicciolo. E’ l’Udc a tenere alta la frequenza in Aula in questa occasione. Ma lo stupore c’è e ci deve essere davanti a cotanta indifferenza dei nostri Parlamentari, al cospetto di una crisi che ci riguarda tutti.
il Ministro Tremonti, nella sua informativa, ha rilevato come si sia reso necessario l’intervento dei Paesi UE, al fine di salvaguardare la stabilità sistemica dell’area euro. Lo strumento europeo di intervento è pari a 110 miliardi di euro in tre anni, di cui 80 miliardi messi a disposizione dai Paesi dell’area euro mediante prestiti bilaterali e 30 dal Fondo monetario internazionale. La quota italiana nel pacchetto di sostegno è il 18,4 % del totale europeo, corrispondente alla quota di partecipazione al capitale della Banca centrale europea, pari inizialmente a circa 5,5 miliardi. La quota tedesca ammonta a 8,4 miliardi di euro (27,9 % del totale), la quota francese è pari a 6,3 miliardi (21 %) e la quota spagnola ammonta a 3,7 miliardi (12,2 %).
Il Consiglio dei Ministri, venerdì 7 maggio ha quindi approvato un decreto-legge recante un piano triennale di sostegno finanziario, tramite l’erogazione di prestiti per l’ammontare concordato in sede europea (fino a un massimo di 14,8 miliardi di euro), da finanziare con emissioni a medio-lungo termine ed anticipazioni di tesoreria.
Il Consiglio ECOFIN, convocato in via straordinaria il 9 maggio 2010, ha approvato diverse misure volte a preservare la stabilità finanziaria in Europa, tra cui un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria con capacità sino a 500 miliardi di euro.
Serviranno almeno 25 miliardi di euro nel 2011, per cominciare la nostra manovra di rientro ed evitare che anche l’Italia possa finire in una crisi come quella Greca. Il Ministro non si è soffermato su come e dove intende reperire tali risorse. Ma forse non interessa a nessuno.
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