Intercettazioni verso la fiducia

scritto da Nicola Peislunedì 24 maggio 2010

in Politica interna

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Oggi riprende in Senato la battaglia parlamentare sulle intercettazoni.

La Commissione Giustizia dovrebbe chiudere la pratica in poche sedute, a costo di fare le ore piccole, come nella scorsa  settimana.

Passato l’emendamento che prevede che per intercettare dovranno sussistere ”gravi indizi di reato” (prima “gravi indizi di colpevolezza” che presupponevano la conoscenza del delinquente),  rimangono ancora alcuni nodi da sciogliere. In particolare la questione relativa alle sanzioni previste per editori e giornalisti. Al momento si preve che fino al termine dell’udienza preliminare non potranno essere pubblicate notizie e atti di inchieste ne’ trascrizioni o riassunti delle telefonate. Previsione del carcere fino a due mesi e ammende dai 2.000 ai 20.000 euro per i giornalisti che violano il divieto e pagamento fino ad un massimo di 465mila euro per gli editori. Su questo punto la maggioranza ha affermato di voler limare le dispozioni attenuando le sanzioni.

Altro nodo quello delle rettifiche sui siti informatici e blog. Qui l’emendamento dell’opposizione approvato in Commissione non ha certo semplificato o chiarito la questione, anzi. Ora l’obbligo di rettifica riguarderebbe “tutti i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”. Mah…sembra peggio, specifica controproducente, approvata subito.

Ora, in vista dell’Aula la maggioranza si prepara ad una battaglia senza precedenti. La fiducia, l’ennesima, sarebbe la via d’uscita più comoda, ma i finiani aspettano al varco per la prima vera prova del post guerra fredda nel pdl.

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