Il Ministro della Laguna

scritto da Nicola Peisvenerdì 18 giugno 2010

in Politica interna

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Scrivo con colpevole ritardo del nuovo incarico del Ministro Renato Brunetta, visto il mio interesse per le azioni dell’economista che in questa legislatura si è fatto carico del pesante fardello del riordino dell’amministrazione pubblica.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, è stato tra i più attivi ad inizio legislatura annunciando a più riprese di voler combattere tutti gli sprechi delle pubbliche amministrazioni, facendo pulizia delle inadempienze e degli scansafatiuche tra gli impiegati pubblici. Grandi annunci, specie sulla riduzione degli assenteismi. Diversi i provvedimenti presentati (e approvati) in Parlamento attraverso le tre parole chiave: meritocrazia, innovazione, trasparenza. Già, trasparenza. Ad andare sul sito del Ministero ci si perde la testa con la trasparenza, un vero ingorgo di news e attestati.

Fino a qualche mese fa, il Ministro era una delle gemme dell’esecutivo, lo spauracchio dei fannulloni, un esempio concreto di una politica dell’esecutivo volta all’intrasigenza con un atteggiamento del tutto italiota, inaccettabile in periodo di crisi. Poi il black out, coinciso con la sconfitta del Ministro alle elezioni comunali di Venezia, la sua città, che avrebbe rinnovato come un calzino, promettendo un nuovo rinascimento. Invece è arrivata la sconfitta, subito, senza ballottaggio e con un illustre sconosciuto. Che smacco. Colpa della Lega, avrebbe detto in seguito.

Ora, arriva una sorta di rivincita, facile, abbastanza singolare. Infatti il Governo tramite Decreto della Presidenza del Consiglio (Gazzetta Ufficiale del 9 giugno) gli ha conferito le funzioni di impulso, promozione e coordinamento delle iniziative legislative dirette a modificare la normativa vigente in materia di salvagiardia di Venezia e della sua laguna.

C’è chi dice che la figura di Plenipotenziario così creata a immagine e somiglianza di Brunetta sia una sorta di “antisindaco”. La competenza non è certo tecnica, ma di residenza si potrà dire. In questo modo potrà essere di nuovo vicino alla sua città e coordinare acune attività con quelle del Sindaco che lo ha recentemente sconfitto nella tornata elettorale. Chissà chi sarà il più imbarazzato tra i due?

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{ 2 commenti }

fabrizio giugno 21, 2010 alle 12:01

ancora una volta purtroppo la dissonanza tra il dire e il fare di chi ci rappresenta è degna di nota! e, il signor ministro brunetta rientra a pieno carico nell’insieme di chi predica bene e razzola male.
La politica italiana è alla totale deriva, ormai perduta tra i flutti; spero che spiaggi presto.
Se ci fosse più coerenza ed un approccio meno personale e malverso i nostri politici si sarebbero orientati diversamente, ma… il lupo perde il pelo ma non il vizio!!!

Nicola Peis giugno 21, 2010 alle 14:40

Sono d’accordo Fabrizio. Inoltre, sono sempre stato convinto che il problema della classe politica sia correlato ad un problema più grande, che riguarda tutta la società italiana, così come è impostata. In questo senso, degli esempi, anche se personali o episodici non guasterebbero.

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