Percorso a ostacoli: da Dell’Utri a Brancher passando per Cota, intercettazioni e decreto anticrisi

scritto da Fabio Bistoncinimercoledì 30 giugno 2010

in Politica interna

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Luglio sarà cruciale per la tenuta della maggioranza.

Il dato complessivo, favorevole per il Governo, è che quasi mai si aprono crisi alla vigilia delle vacanze…

Alcuni appuntamenti rischiano di inasprire i rapporti già tesi tra alcune componenti interne.

Il primo è accaduto ieri: la sentenza Dell’Utri. Sostanzialmente un pareggio: crolla il teorema di un interesse mafioso alla nascita di Forza Italia rimangono invece in piedi i rapporti tra il Senatore e Cosa Nostra prima del 1992.

Secondo appuntamento: la sentenza del TAR sull’elezione di Cota a Governatore della Regione Piemonte.  La tensione aumenta con l’avvicinarsi della data (1 luglio). Se dovessero essere confermate le irregolarità di una delle liste a sostegno dell’esponente leghista si aprirebbe una fase delicata a livello regionale con ripercussioni rilevanti sulla politica nazionale.

Cota infatti si vedrebbe costretto a rinunciare alla carica di Governatore ed eventualmente a ripetere una dura campagna elettorale.

Non è più parlamentare e quindi in caso di sconfitta si dovrebbe rimaneggiare la compagine di governo per dare spazio alla componente leghista.

Per il PD invece ci sarebbe il dilemma se ricandidare l’ex governatore Mercedes Bresso, oppure aprire alla candidatura dell’attuale sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che ha quasi esaurito il suo secondo mandato.

Terzo: mozione di sfiducia al Ministro Brancher al centro delle polemiche di questi ultimi giorni. Predisposta da PD e IDV. Il problema non è tanto che sia approvata ma solamente con quanti voti di scarto viene respinta. I malumori dei finiani e di parte della Lega su come è stata gestita (male) l’intera vicenda dell’utilizzo strumentale del legittimo impedimento da parte dell’esponente del PDL sono sotto gli occhi di tutti. Se Brancher non riesce a fare il pieno dei voti della maggioranza…. sono dolori.

Quarto: la manovra di correzione dei conti pubblici. Le Regioni, anche quelle amministrate dal centro destra, sono sul piede di guerra contro i tagli. La Lega è in pressing su Tremonti per permettere delle modifiche e sopratttutto per lasciare alle Regioni maggiore autonomia non sul “quanto” ma sul “come”.

Se Tremonti riesce trovare un giusto compromesso la situazione si ribalta completamente e quindi Governo e Regioni di centro destra potrebbero portare a casa un ottimo risultato dal punto di vista politico.

Quinto: legge sulle intercettazioni. La notizia di oggi è che il governo ha ottenuto la calendarizzazione prima della pausa estiva. Un risultato simbolico rilevante.

Giornalisti e magistrati sono sul piede di guerra. Tra scioperi e manifestazioni di piazza.

La tensione è altissima. Lo strappo della maggioranza, nonostante le perplessità di Fini, denota la volontà di andare avanti anche a rischio di andare al muro contro muro con interi “pezzi” di istituzioni e di società.

Cinque appuntamenti dunque su cui il Governo si gioca molto se non tutto. Avrà la compattezza necessaria?

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