L’approvazione della riforma finanziaria registrata nella giornata di ieri presso il Senato americano è l’ultimo successo del presidente Obama dopo solo diciotto mesi dal suo insediamento alla Casa Bianca.
Nonostante i 787 miliardi di dollari messi a disposizione dal Governo per salvare una rovinosa situazione economica, ricevuta in eredità dalla precedente Amministrazione, una riforma sanitaria che offre assistenza a 30 milioni di cittadini sprovvisti di assicurazione e una faticosa riapertura del dialogo tra israeliani e palestinesi, l’apprezzamento nei confronti di Obama, stando ai sondaggi recentemente pubblicati, è in forte calo.
Si tratta di un paradosso: il paradosso Obama.
L’uomo che sta rispettando (in tempi record) le promesse fatte nell’(av)vincente campagna elettorale del 2008 sta perdendo vistosamente consensi e il Paese sembra gli stia girando le spalle.
E’ vero, come osserva il New York Times, che la disoccupazione, ancora sopra il 10%, e la fuoriuscita di petrolio targato BP non hanno giocato a favore dell’inquilino della Casa Bianca, ma come è possibile spiegare questo opinione sfavorevole nei suoi confronti?
Le società sono complesse e certamente difficili da interpretare e capire, ma possiamo sostenere che la componente irrazionale è diventata dominante anche nella formazione del pensiero e del giudizio politico intorno all’attività amministrativa di Obama?
Tag: Barack Obama, New York Times, sondaggi




I commenti a questo articolo sono chiusi.