Due anni, un paio di mesi e qualche “spiccio” di settimana per far segnare il passo anche a questa Legislatura. Quella che nel 2008 a detta di tutti (o quasi) avrebbe fatto traghettare il Paese – senza tempeste o turbamenti – verso la II Repubblica, dopo un percorso fatto di riforme, cambiamenti istituzionali e stabilità politica…
Invece, (come in parte avevo profetizzato, nel mio piccolo, e cioè che bisognava prima aspettare e poi sentenziare) non è andata così: il partito di maggioranza relativa si deflagra, il governo è sotto scacco sotto due versanti (leghisti e finiani) e mi pare difficile ipotizzare ad oggi una conclusione non anticipata della Legislatura, al netto di eventuali cambi di Governo.
La verità fattuale è che questo Paese ha delle caratteristiche strutturali impermeabili al cambiamento – particolarismo, populismo, frammentarietà e capacità centrifughe destabilizzanti – che sono il portato storico politico degli ultimi quarant’anni. Innervature difficili da modificare con un colpo di bacchetta, salendo su un predellino o con una legge elettorale che spinge all’”ammucchiata” per avere una maggioranza politicamente stabile.
Ci siamo ancora una volta svegliati dopo un sogno sognato. Quello di un Paese normale.
Da domani, anzi da oggi, si riparte dal via. Senza bonus e buonuscita. Come a monopoli.
Solo che questo non è un gioco.
Tag: finiani, Gianfranco Fini, Il Riformista, PDL, Silvio Berlusconi




{ 1 commento }
“In questo Paese, dove la virtù più praticata è l’arte di arrangiarsi, dove ognuno antepone a tutto il resto gli interessi personali e della propria famiglia, del proprio borgo, della propria fazione e frazione. Nessun dubbio. Questa maggioranza costituisce l’unica, vera rappresentanza possibile. Più che il PdL, il PIL. Più Che il Popolo della Libertà: un “Popolo in Libertà”.
Straquoto le conclusioni di questo pezzo del Prof. Diamanti nella rubrica “Bussole”: http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2010/07/28/news/se_il_pdl_diventa_il_pil-5890563/?ref=HREA-1
Leggo invece che molti (politici e commentatori) scalpitano e si lanciano in ipotesi suggestive da fantapolitica sul post-Berlusconi-quater. Governo di transizione, del Presidente, larghe intese, unità nazionale ecc ecc.
Mah, sarà la calura?
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